Caffè di giovedì 21 maggio 2026

di padre Marco Chiesa
– Comunità di Roma – Casa generalizia –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 21 maggio 2026.

7ª settimana del Tempo di Pasqua.

Dal vangelo secondo Giovanni (17,20-26)

In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:] «Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me.
Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo.
Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».

Gesù conclude la grande preghiera sacerdotale, durante l’ultima cena, allargando l’orizzonte dagli apostoli a tutti coloro che lungo la storia crederanno in lui. Per essi, per noi, chiede principalmente tre grandi doni.

Anzitutto, il dono dell’unità, l’essere “una sola cosa”, non nell’uniformità di un grande impasto, ma nella complementarietà di uno splendido mosaico. E in questo mondo dove ogni occasione è spesso motivo di divisione e tensione, il dono dell’unità è davvero urgente.

In secondo luogo, Gesù per noi implora: “come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi”. È il dono di entrare e dimorare nel mistero della Trinità! Una possibilità, non una conquista, che ci è offerta fin dal battesimo e che rende la nostra vita cristiana autentica: infatti, solo entrando in questo mistero d’amore e di relazione, si può pregare, credere e agire da cristiani.

Infine, il Signore vuole che siamo per l’eternità con lui: “siano anch’essi con me dove sono io, perché contemplino la tua gloria”. Sì, siamo fatti per il cielo, siamo fatti per Dio… e questa verità solida, stampata in noi, dovrebbe condizionare le nostre scelte e le nostre relazioni, dando a esse il profumo e la luce del cielo.

Ormai a pochi passi dalla Pentecoste, chiediamo allo Spirito Santo di farci comprendere la bellezza di questi doni, ma anche la forza e la responsabilità di farli crescere, affinché, attraverso la nostra testimonianza, “il mondo creda che il Padre ha mandato il Figlio… e l’amore con cui l’ha amato” è pronto a invadere ogni cuore.

Preghiamo,
Il tuo Spirito, o Signore, infonda con potenza i suoi doni,
crei in noi un cuore a te gradito
e ci renda conformi alla tua volontà.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti!

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