Caffè di domenica 31 maggio 2026

di padre Roberto Fornara
– Comunità di Arenzano –

***

Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 31 maggio 2026.

Solennità della Santissima Trinità.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3,16-18)
In quel tempo disse Gesù a Nicodemo: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio Unigenito, perché chiunque
crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare
il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già
stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’Unigenito Figlio di Dio”.

Oggi il Vangelo ci rivela la nostra realtà alla luce della Verità di un Dio unico nella comunione di tre Persone, Padre, Figlio e Spirito Santo. Dio è Amore; anzi, è Amore sovrabbondante. Credere nella Trinità significa lasciarsi coinvolgere in questa relazione d’amore, un amore “troppo grande”. La caratteristica di questo amore divino per il mondo è espressa con due verbi: mandare il Figlio nel mondo e donare il Figlio per la salvezza del mondo.

Spesso siamo convinti che la nostra salvezza dipenda dall’accumulare gesti, riti, o preghiere che ci “meritino” il paradiso, come premio per la nostra buona volontà. È vero che l’amore è operoso, ma la salvezza del mondo è il dono personale in Cristo, la grazia che Dio ci comunica per mezzo di lui. La missione del Figlio, che il Padre ci dona, è un Amore totale e disinteressato, è gratuità radicale, fino a perdersi perché il mondo non vada perduto, svuotando sé stesso nell’Incarnazione e umiliandosi fino alla morte e alla morte di croce.

Gesù, nelle ultime ore della sua vita terrena, ha pregato perché nulla e nessuno di quanti il Padre gli ha dato vada perduto. Nel Figlio il Padre ci dona il suo Spirito d’Amore, rendendoci capaci di amare con la stessa gratuità facendoci pregustare fin d’ora la vita eterna. Da parte di Dio salvare significa donare sé stesso fino a perdersi. Da parte dell’uomo essere salvato, cioè la scelta libera di accogliere questo dono, consiste nel credere nel Figlio, fidandosi e affidandosi a lui.

Santa Elisabetta della Trinità, meditando sul versetto di Giovanni (Noi abbiamo conosciuto l’Amore che Dio ha per noi e vi abbiamo creduto), scrive: “è questo il grande atto della nostra fede; è il mezzo per rendere al nostro Dio amore per amore, è il segreto nascosto nel cuore del Padre di cui parla San Paolo. Quando la nostra anima sa credere a questo troppo grande Amore che è su di lei, si può dire come di Mosè: “era incrollabile nella sua fede come se avesse visto l’Invisibile”.

Preghiamo con Santa Elisabetta della Trinità:
O mio Dio, Trinità che adoro, aiutami a dimenticarmi interamente per
stabilirmi in te, immobile e quieta come se la mia anima fosse già nell’eternità.

Pacifica la mia anima, fanne il tuo cielo, la tua dimora amata e il luogo del tuo riposo.
Che io non ti ci lasci mai solo, ma che sia là tutta intera, tutta desta nella mia fede,
tutta adorante, tutta abbandonata alla tua Azione creatrice.

Buona giornata a tutti!

***

Incontri, ritiri, iniziative 2025-2026

***

Ricevi ogni mattina il testo del Caffè sulla tua email:

***

Visita i nostri siti:

***