di fra Evrard Gbayonnon
-Comunità di Genova-
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Memoria di San Giustino, Martire.
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 12,1-12)
In quel tempo, Gesù si mise a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti, agli scribi e agli
anziani]: «Un uomo piantò una vigna, la circondò con una siepe, scavò una buca per il torchio
e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Al momento opportuno mandò un servo dai contadini a ritirare da loro la sua parte del
raccolto della vigna. Ma essi lo presero, lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote.
Mandò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo insultarono.
Ne mandò un altro, e questo lo uccisero; poi molti altri: alcuni li bastonarono, altri li uccisero.
Ne aveva ancora uno, un figlio amato; lo inviò loro per ultimo, dicendo: “Avranno rispetto per
mio figlio!”. Ma quei contadini dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e l’eredità
sarà nostra”. Lo presero, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna.
Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e farà morire i contadini e darà la vigna ad
altri. Non avete letto questa Scrittura: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la
pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”?».
E cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito infatti che aveva detto
quella parabola contro di loro. Lo lasciarono e se ne andarono.
Fratelli e sorelle,
Questa parabola non è un racconto lontano: parla di noi, del nostro mondo, della nostra
Chiesa. Dio ci affida una vigna, la creazione, i poveri, la giustizia, la verità e troppo spesso ci
comportiamo come se tutto ci appartenesse. Noi tratteniamo, ci appropriamo, dimentichiamo
che tutto è dono. Oggi, la vigna di Dio soffre: guerre dimenticate, popoli sradicati, Chiesa
ferita, fiducia indebolita.
Eppure, Dio continua a inviare servi: testimoni, artigiani di pace,
cercatori di verità. Molti vengono respinti, ignorati, derisi. Ma Dio non si stanca. Inviede il
suo Figlio, ancora e ancora, in ogni volto spezzato, in ogni appello alla giustizia.
San Giustino Martire, filosofo diventato discepolo, ha compreso questo. In un mondo violento
e scettico, ha scelto la verità di Cristo a costo della sua vita.
Ha offerto i frutti della vite: la
ragione illuminata dalla fede, il coraggio di testimoniare, la fedeltà fino al sangue. Ci ricorda
che la vite non è un luogo di possesso, ma un luogo di dono. Allora oggi, chiediamo la grazia
di rendere a Dio i frutti che Egli attende: una Chiesa umile che ascolta, un mondo più giusto,
cuori capaci di verità. Che Cristo, pietra scartata diventata pietra d’angolo, ricostruisca in noi
una vigna che finalmente porti frutto.
Preghiamo.
O Dio, che attraverso la stoltezza della croce
hai donato al santo martire Giustino la sublime
conoscenza di Gesù Cristo, concedi a noi,
per sua intercessione, di respingere gli inganni
dell’errore per conseguire fermezza nella fede.
Per Cristo nostro Signore. Amen.