di padre Marcello Bartolomei
– Comunità di Baoro (Rep. Centrafricana) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 5 giugno 2026.
9a settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di San Bonifacio, vescovo e martire.
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 12,35-37)
In quel tempo, insegnando nel tempio, Gesù diceva: «Come mai gli scribi dicono che il Cristo è figlio di Davide? Disse infatti Davide stesso, mosso dallo Spirito Santo:
“Disse il Signore al mio Signore:
Siedi alla mia destra,
finché io ponga i tuoi nemici
sotto i tuoi piedi”.
Davide stesso lo chiama Signore: da dove risulta che è suo figlio?». E la folla numerosa lo ascoltava volentieri.
In questo vangelo, Gesù cita il salmo 110 composto da Davide, che è re e al tempo stesso è
profeta. Si tratta di un salmo messianico, col quale Davide, col quale annuncia l’intronizzazione, da
parte di Dio, di un re che è il Messia, il Cristo, che è al tempo stesso sacerdote in eterno, generato
da Dio stesso. Per questo, Gesù vuole precisare che il Messia annunciato non è Davide e neppure
suo figlio, ma piuttosto è il suo Signore, che dovrà manifestarsi un giorno. Il Cristo sarà re, che
siederà alla destra di Dio, al quale Dio stesso sottometterà ogni cosa.
Attraverso questa spiegazione-commento del salmo, Gesù vuole confutare la tesi degli scribi, per i
quali il Cristo è figlio di Davide, mentre invece è il suo Signore. È in Gesù che si realizza questo
salmo-profezia. Però, anche se Gesù non applica a se stesso la profezia, per non destare scalpore,
per noi credenti in lui l’applicazione della profezia a Gesù è evidente.
Quale riflessione possiamo fare su questo vangelo? Non è sufficiente imitare la folla numerosa che
lo ascoltava volentieri. Noi sappiamo che Gesù è stato elevato come re alla destra di Dio, dopo
aver attuato la missione affidatagli dal Padre: prima, diventando uomo, e dopo, sacrificandosi per
noi. Gesù non ha conquistato il regno con le armi, ma pagando per noi col prezzo della sua vita. È
grazie a lui che, ci dice S. Pietro “voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo
che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui”.
Ciò significa che non basta gloriarci di essere stirpe eletta, destinati a godere della stessa gloria che
Gesù ci ha ottenuta. Occorre fare la nostra parte, attraverso una condotta irreprensibile, sia a
libello personale che in famiglia e nella comunità cristiana. In modo che, vedendo il nostro
esempio, altre persone vogliano far parte di questa comunità. Tocca a noi essere inventivi, non
lasciando andare le cose come vanno, se non rispettano la verità, la giustizia e il rispetto dovuto
alle persone, soprattutto a quelle più fragili e bisognose. Le occasioni sono tante, basta guardarsi
attorno e non rimanere nel proprio guscio. Senza dimenticare che l’impegno di base è quello della
preghiera.
Il mese di giugno è dedicato al Sacro Cuore, al quale possiamo consacrare le nostre famiglie e
pregarlo ogni giorno.
Preghiera al Sacro Cuore:
Cuore divino di Gesù, io ti offro, per mezzo del Cuore immacolato di Maria, Madre della Chiesa, in
unione al sacrificio eucaristico, le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno, in
riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria
del divin Padre. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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