di padre Domenico Rossi
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 17 giugno 2026.
11ª settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 6,1-6.16-18)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».
Il vangelo di oggi ci invita a passare dalle logiche dell’apparenza alle logiche dell’essere. Il cristiano è impegnato a essere non ad apparire. Non cerca l’approvazione degli altri, ma cerca il bene della società, della chiesa che è anche il suo. Purtroppo facciamo l’esperienza che i criteri della giustizia dell’uomo non sono quelli di Dio. Dio scruta i cuori. L’uomo può fare un’azione buona, un atto di carità, per interessi personali, per avere appoggi, ammirazione e altro. Dio vede nei nostri cuori, guarda se si cerca veramente il bene. Come sappiamo, S. Giuseppe, quando Maria rimase incinta ancor prima di accoglierla in casa, pensava di ripudiarla in segreto, però non seguì il suo ragionamento, per salvare la sua reputazione, seguì Dio che nel sogno gli aveva detto: prendi Maria a casa tua. Giuseppe prese subito Maria in casa. Non gli importava ciò che dicevano gli altri, gli amici, i vicini, gli scribi e i farisei o quelli della sinagoga. Giuseppe credette fermamente che era giusto ciò che Dio gli domandava.
San Giovanni della croce dice che alla fine della vita saremo giudicati sull’amore che abbiamo messo in tutto ciò che facciamo. Non conta quanti digiuni facciamo ma quanto amore mettiamo in quel digiuno e nelle penitenze che facciamo. “E il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”.
Il nascondimento, il rifuggire da metterci in mostra, dall’ apparire, da cercare la ricompensa, ci fa gustare l’amore di Dio Padre per noi. Perché tutto è vissuto nell’intimo rapporto personale che abbiamo con Gesù. Come dice Santa Teresa di Gesù: l’orazione è un dialogo d’amore, d’intimità con Colui che ci ama per primo.
Preghiamo
O Dio, fortezza di chi spera in te,
ascolta benigno le nostre invocazioni,
e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo senza il tuo aiuto,
soccorrici sempre con la tua grazia,
perché fedeli ai tuoi comandamenti
possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Auguro a tutti una buona e santa giornata!
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