Caffè di martedì 30 giugno 2026

di fra Mattia Grillo
– Comunità di Genova –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 30 giugno 2026.

13ª settimana del Tempo Ordinario.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 8, 23-27)

In quel tempo, salito Gesù sulla barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco, avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva.
Allora si accostarono a lui e lo svegliarono, dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed egli disse loro: «Perché avete paura, gente di poca fede?». Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia.
Tutti, pieni di stupore, dicevano: «Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?».

Siamo di fronte a una pagina del Vangelo che svela apertamente l’abisso del cuore umano. Già il Salmista asseriva: “Un baratro è l’uomo e il suo cuore un abisso”. E non è forse il nostro cuore proprio come quella barca coperta dalle onde in cui Gesù riposa? La barca di cui qui si parla è il cuore dell’uomo abitato da Cristo, il quale rimane inquieto finché non trova riposo in Lui.

È fondamentale quindi, anzitutto, avere la certezza che nell’intimo del nostro cuore, sconvolto da tante paure, riposa il Figlio di Dio.

I discepoli questa certezza non l’hanno persa del tutto. Atterriti e incapaci di agire si accostano a Gesù e lo svegliano, perché Egli dorme nel bel mezzo della tempesta. Allo stesso modo il nostro cuore, quando è oppresso da tante preoccupazioni e angosce, non deve fare altro che rivolgersi al suo Signore con una semplice attenzione amorosa. All’anima infatti basterà soltanto sapere che il Signore è dentro di lei, e che riposa nel segreto della sua intimità. Questo è sufficiente perché non venga schiacciata nel momento della prova.

Tutte le volte che nella nostra vita siamo sbattuti dalle onde e dal vento, sconvolti dalla grande tempesta interiore, ci viene data la possibilità di rivolgere uno sguardo d’amore a Colui che riposa dentro di noi e che ha il potere di trasformare la tempesta in bonaccia. Basterà solo uno sguardo, soltanto sapere che il Signore della nostra vita è sempre con noi e che ha tutto sotto controllo, anche se in quel momento ci sembra che dorma. Il riposo di Gesù, in tal senso, non significa affatto che Egli abbia abbandonato la barca del nostro cuore o che si sia allontanato. Egli, al contrario, rimane e nel suo riposo dona autentica pace alla nostra interiorità.

È interessante pensare, inoltre, che anche per i nostri sensi si compie quanto i discepoli esclamano alla fine. Cioè se il nostro cuore è sottomesso interamente all’Amore di Cristo, allora anche le nostre potenze saranno pronte ad obbedirgli, come il vento e il mare obbediscono alla sua Parola.

Come diceva fra Lorenzo della Risurrezione: «Se la navicella della nostra anima è ancora sbattuta dai venti o dalla tempesta, svegliamo il Signore che vi dorme ed egli ben presto calmerà il mare».

In ogni difficoltà che si presenta nella nostra esistenza, dunque, svegliamo Gesù nel fondo della nostra anima, perché “vengono meno la mia carne e il mio cuore, ma Dio è la roccia del mio cuore e la mia eredità per sempre”.

Preghiamo.
O Dio, che ci hai reso figli della luce
con il tuo Spirito di adozione,
fa’ che non ricadiamo nelle tenebre dell’errore,
ma restiamo sempre luminosi
nello splendore della verità.

Per Cristo nostro Signore. Amen.

Buona giornata a tutti!

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