di padre Matteo Colzani
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 4 luglio 2026.
13ª settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di Santa Maria in sabato.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 9, 14-17)
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno.
Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».
Perché digiunare? Che senso ha questo gesto davanti a Gesù? Perché esiste un vino nuovo, che va messo in otri nuovi? Cosa sono il vino e gli otri vecchi? Sono tante le immagini che Gesù utilizza in questo Vangelo, ma per comprenderne l’efficacia e non travisarne il contenuto dobbiamo comprendere quale può essere il vero senso del richiamo del Signore Gesù nel dialogo del Vangelo di oggi. La prospettiva centrale che dà senso e significato è la stessa persona di Cristo, e la ricerca di quale tipo di relazione possiamo instaurare con lui.
Riprendendo e dando compimento a certe immagini profetiche, già presenti nell’Antico Testamento, Gesù si presenta come lo sposo, colui che compie il desiderio di salvezza del popolo di Israele, nella nuova alleanza. Questa non è frutto anzitutto di una fedeltà umana, ma di una grazia gratuita, di un amore eterno. Questa alleanza è semplicemente da accogliere nella fede, ed è molto più grande della legge antica, fatta di obbedienza a precetti che senza il dono della grazia, della forza di Dio, era impossibile da realizzare.
Così, con l’avvento di Gesù, si apre dunque realmente una nuova alleanza, un relazione con Dio dove egli è l’artefice dell’amore e della fedeltà. Gli otri dei nostri cuori devono essere nuovi, in quanto capaci non di procurarsi la salvezza con le proprie forze, ma di accogliere con fedeltà l’amore fedele dello Sposo divino, che ogni giorno accompagna la nostra vita, e di corrispondergli con l’aiuto della sua stessa grazia.
Preghiamo.
O Dio, che ci hai reso figli della luce
con il tuo Spirito di adozione,
fa’ che non ricadiamo nelle tenebre dell’errore,
ma restiamo sempre luminosi
nello splendore della verità.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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