di padre Marco Poggi
– Comunità di Bozoum (Rep. Centrafricana) –
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Buongiorno a tutti, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 3 luglio 2026.
Festa di San Tommaso, apostolo.
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20, 24-29)
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Oggi celebriamo la splendida figura di san Tommaso, l’apostolo che voleva vedere e toccare per credere. Per questo molti lo chiamano “Tommaso l’incredulo”. In realtà, la figura e il messaggio dell’apostolo Tommaso che ci lascia questo vangelo sono ben diversi, molto più profondi e di grande attualità! Tommaso è il protagonista di una delle pagine più intense dell’intero vangelo, e ci ricorda che la fede passa anche attraverso il superamento del dolore, dei dubbi e dei momenti di scoraggiamento e sconforto.
Tommaso è soprannominato “didimo”, cioè gemello. Chi è il suo gemello? Siamo noi! Sì, è vero: Tommaso ci assomiglia, e tanto. Siamo un po’ come Tommaso, e lui è come noi: alle volte nell’entusiasmo con cui lui ha incontrato il Maestro, sempre disposto a seguirlo anche quando il ritorno in Giudea per guarire Lazzaro era pericoloso; altre volte ci assomiglia nella serietà delle sue richieste, nel volere ricercare delle indicazioni per seguire la sua via, ricevendo così, anche per noi, da Gesù, la splendida risposta: Io sono la Via, la Verità, la Vita.
Tommaso ci è simile anche negli aspetti negativi quando, come tutti i discepoli, fugge davanti agli eventi dolorosi e drammatici dell’arresto e della crocifissione. Ci assomiglia quando, tornato al Cenacolo, accoglie con freddezza la testimonianza di Pietro e degli altri, che gli annunciano di avere incontrato il Signore risorto. Anche noi spesso siamo perplessi davanti all’incoerenza di una parte della Chiesa che, spesso, non vive ciò che proclama. Come Tommaso, alle volte abbiamo paura di fidarci degli altri, a volte perché siamo stati delusi, feriti o ci sentiamo abbandonati e soli, a volte anche non all’altezza, perciò questo ci fa diffidare.
Tommaso è scoraggiato e amareggiato. Il suo “terremoto” ha un nome: crocifissione. Lì, sul Golgota, ha perso tutto: la fede, la speranza, il futuro, Dio. Ha vagato come gli altri, fuggendo per la paura di essere trovato e ucciso. Umiliato e sconvolto, si è trovato al Cenacolo con gli apostoli che gli hanno raccontato di avere visto Gesù. E lì Tommaso si è indurito. Probabilmente ha detto: Tu, Pietro… tu, Andrea… e tu, Giacomo… voi mi dite che lui è vivo? Siamo scappati tutti, come conigli; siamo stati deboli, non gli abbiamo creduto! Ora, proprio voi, venite a dirmi di averlo visto vivo? No, non è possibile; come faccio a credervi?
Tommaso è uno dei tanti scandalizzati dall’incoerenza di noi discepoli, il patrono dei delusi dalla Chiesa. Eppure resta, non se ne va stizzito.
E allora, lo voglia il Signore, speriamo di essere simili a Tommaso anche nel suo spirito di fraternità e nella sua grande fede quando, pur non credendo all’annuncio dei suoi amici, resta con loro. Non fugge, non fa lo schizzinoso, non pensa di essere migliore di loro. E fa bene perché… proprio per lui poi viene il Signore risorto, invitandolo a credere e a superare il suo dolore, avvolgendolo con la sua misericordia, mostrandogli i segni del suo amore per il mondo, le sue mani ferite, il suo costato trafitto. Beati, dunque, coloro che sanno fidarsi!
Preghiamo.
Signore Gesù, riconosco la mia fragilità e il peso dei miei dubbi.
Spesso mi lascio spaventare dalle incertezze della vita
e faccio fatica ad affidarmi completamente a te.
Perdonami per la mie incredulità.
Signore, aumenta la mia fede e illumina la mia mente.
Dammi la forza di credere,
anche alla testimonianza di tanti fratelli e sorelle che ti hanno incontrato,
e di crescere nella comunione della Chiesa.
Mio Signore e mio Dio, io credo in te! Amen!
Buona giornata a tutti!
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