di padre Marco Pesce
– Comunità di Genova –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 8 luglio 2026.
14a settimana del Tempo Ordinario.
Novena alla Madonna del Carmelo.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 10,1-7)
In quel tempo, chiamati a sé i suoi dodici discepoli,
Gesù diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni
infermità. I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo
fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo;
Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e
Giuda l’Iscariota, che poi lo tradì. Questi sono i dodici che Gesù inviò, ordinando loro:
<<Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle
pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei
cieli è vicino>>.
“Questi sono i dodici”. Un fermo immagine: queste righe di Vangelo sono un fotogramma
che cattura un momento preciso della vicenda di Gesù. Fra miliardi di persone che sono
venute al mondo, questi dodici hanno incrociato la strada del Figlio di Dio, in quella
manciata d’anni fra milioni.
Il Signore è in mezzo a dodici uomini, lo sguardo su di loro, le labbra socchiuse in un
fonema aramaico. Rende queste persone un po’ più simili a lui: dà loro il potere di guarire
il male spirituale e fisico. Non li manda ancora verso tutti gli uomini, ma solo verso gli
Israeliti; la Chiesa sta muovendo i primi passi e lo fa restando nel cerchio del popolo
dell’Alleanza. I tempi per varcare i confini non sono maturi. Il nostro fermo immagine ha
anche la didascalia: conosciamo i nomi di quegli uomini, che ora stanno fissando il
Maestro con attenzione ed entusiasmo. In questo fermo immagine intuiamo, oltre i dati
storici, anche l’intimità che permea questo gruppetto. A loro sarà dato, nel segreto di una
grande stanza, il segno dei segni: il pane e il vino del ringraziamento, il Santissimo
Sacramento. Il vero pane disceso dal cielo. Il Sangue dell’Alleanza nuova ed eterna. “Il
regno dei cieli è vicino”: il messaggio che il Signore affida ai Dodici si realizza fortemente
proprio nell’Eucaristia, fonte e culmine della vita dei discepoli.
Santa Teresa di Lisieux ha espresso meravigliosamente quell’atmosfera di intima amicizia
nella poesia “Vivere d’amore”. Si tratta dei primi versi; si ispira al Vangelo secondo
Giovanni, al grande discorso dell’ultima cena: “La sera d’Amore, parlando senza parabole,/
Gesù diceva: ‘Se qualcuno vuole amarmi,/ che conservi la mia Parola tutta la vita;/ mio
Padre e io verremo a visitarlo”. Più oltre la metafora si fa più audace: “Gli innamorati
hanno bisogno di solitudine:/ un cuore a cuore che duri notte e giorno./ Il tuo solo sguardo
mi fa felice…”. Anche noi il giorno del nostro battesimo siamo stati chiamati per nome e
ammessi tra gli intimi di Gesù. Godiamoci ogni istante di vita, nella fede, come un “fermo
immagine” unico e irripetibile qual è.
Preghiamo.
O Padre, che nell’umiliazione del tuo Figlio
hai risollevato l’umanità dalla sua caduta,
dona ai tuoi fedeli una gioia santa, perché,
liberati dalla schiavitù del peccato,
godano della felicità eterna.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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