Caffè di martedì 7 luglio 2026

di padre Andrea Frizzarin
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, amici, con il caffè carmelitano di oggi, 7 luglio 2026.

14a settimana del Tempo Ordinario.
Beata Vergine Maria, madre della divina grazia.
Inizia la novena alla Madonna del Carmelo.

Testi liturgici e canti per la Madonna del Carmelo:

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 9,32-38)
In quel tempo, presentarono a Gesù un muto indemoniato. E dopo che il demonio fu scacciato, quel muto cominciò a parlare. E le folle, prese da stupore, dicevano: «Non si è mai vista una cosa simile in Israele!». Ma i farisei dicevano: «Egli scaccia i demòni per opera del principe dei demòni».
Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».

«Non si è mai vista una cosa simile in Israele!» È lo stupore della gente davanti a Gesù. E in effetti il Vangelo di oggi sembra quasi una piccola sintesi della sua vita: Gesù percorre città e villaggi, annuncia il Regno, guarisce, libera. Dove arriva Lui qualcosa cambia. Le persone ritrovano vita, speranza, libertà. E c’è un dettaglio che non è secondario: quel povero uomo non poteva parlare. Un male lo aveva chiuso nel silenzio. Ma Gesù arriva e la parola torna. È una piccola immagine di tutto quello che Cristo è venuto a fare: liberare l’uomo da ciò che lo blocca, da tutto ciò che impedisce di vivere pienamente. E quante volte Gesù ha vinto questi “demoni” nella storia! Quante paure, chiusure, ferite, solitudini ha attraversato e trasformato. Per questo la folla rimane stupita: davanti a Gesù non si vede semplicemente un maestro, ma qualcuno che ridona la vita.

E poi eccolo ancora instancabile a percorrere città e villaggi. Non resta fermo ad aspettare. Guarda le persone, si accorge della loro stanchezza, della loro confusione, del loro bisogno di una guida. Matteo usa un’immagine forte: sono come pecore senza pastore. Non perché siano cattive, ma perché sono affaticate, smarrite, alla ricerca di qualcosa che dia senso.

E Gesù non dice: “Che disastro, siamo troppo pochi!”. Dice: «Pregate il Signore della messe». La messe è abbondante. Questa è la prima parola da non dimenticare. A volte guardiamo solo ciò che manca: poche vocazioni, poche risposte, tante difficoltà. E certamente non bisogna nascondere la realtà: in tante parti del mondo la Chiesa vive una grande fatica. Ma Gesù non invita al pessimismo. Lui vede un campo immenso. Vede possibilità dove noi vediamo problemi.

Proprio in questi giorni qui ad Arenzano si sta svolgendo uno dei campi vocazionali del nostro seminario minore. Tanti ragazzi stanno vivendo un tempo per ascoltare, pregare, scoprire la strada che il Signore può avere pensato per loro. Restiamo sempre colpiti dal fatto che quando qualcuno li coinvolge, quando qualcuno propone loro qualcosa di grande, i giovani sanno ancora rispondere.

Forse il problema non è che i giovani non cercano più. Forse a volte manca chi abbia il coraggio di chiamare e suscitare in loro la curiosità di una vita bella, profonda e piena. Gesù infatti non manda “operai” dal nulla. Chiama. Invita. Affida una missione. E allora il primo compito resta quello che Lui indica: pregare il Padre della messe. Pregare perché tocchi i cuori, perché susciti risposte generose, perché ci renda capaci di riconoscere i doni che già ci sono. La messe è tanta, ma il Signore anche grazie alla nostra preghiera, continua a mandare i suoi operai.

Preghiamo.
O Padre, che nell’umiliazione del tuo Figlio
hai risollevato l’umanità dalla sua caduta,
dona ai tuoi fedeli una gioia santa,
perché, liberati dalla schiavitù del peccato,
godano della felicità eterna.
Per Cristo Nostro Signore. Amen.

Buona giornata a tutti voi!

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Incontri, ritiri, iniziative 2025-2026

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