di padre Régis Temanda
– Comunità di Bouar – Sant’Elia (Rep. Centrafricana) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 15 luglio 2026.
15a settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di San Bonaventura, vescovo e dottore della Chiesa.
Vigilia della Madonna del Carmelo.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11,25-27)
In quel tempo, Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
Ieri abbiamo sentito Gesù denunciare l’incredulità e il rifiuto delle città di Giudea e di Galilea dinanzi alle sue opere e alla sua predicazione. Dopo una situazione del genere, se fossimo noi a pregare, forse ci saremmo lamentati con Dio di non averci procurato del successo. Gesù, invece, come abbiamo ascoltato oggi nel vangelo, loda il Padre. Questa preghiera di lode, dopo una apparente sconfitta, esprime l’intima convinzione che l’opera di Gesù non è stata vana, inutile, sterile. Il Signore ci insegna così a non deprimerci nelle situazioni di insuccesso, di incredulità o di incomprensione che incontriamo nella testimonianza del vangelo. Nessuna fatica per il vangelo può risultare una sconfitta totale: c’è sempre qualche piccolo che ne approfitta.
I piccoli sono coloro che sono capaci di vedere con il cuore. Non vedono la realtà soltanto con gli occhi della mente ma soprattutto con quelli del cuore. Non sono necessariamente persone senza cultura o sprovviste di capacità razionali, ma si tratta soprattutto di persone umili e semplici. Ne vediamo un esempio eloquente in San Bonaventura che festeggiamo oggi. Lui, ci mostra che la conoscenza razionale non è fondamentalmente un ostacolo alla fede, all’apertura alla rivelazione. Il suo esempio di povertà, di umiltà e di apertura a Dio aiuti il mondo scientifico di oggi a non considerare Dio come superfluo nella ricerca del senso della vita, nella comprensione dell’uomo e dell’universo.
Preghiamo
Dio onnipotente,
concedi a noi, che celebriamo la nascita al cielo del santo vescovo Bonaventura,
di essere illuminati dalla sua eminente sapienza
e di imitare il suo serafico ardore.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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Foto e catechesi dell’incontro 2026

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