Caffè di venerdì 17 luglio 2026

di padre Fabio Ceriotti
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 17 luglio 2026.

15a settimana del Tempo Ordinario.
Sante martiri carmelitane della rivoluzione francese, a Compiègne.

Foto e catechesi dell’incontro 2026

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 12,1-8) 
In quel tempo Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle. Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato». Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrifici, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

Nel Vangelo di oggi Gesù ci invita a riflettere sul riposo domenicale. Ci insegna che non è soltanto il compimento di norme legali, ma che tali regole sono subordinate a un precetto superiore: onorare Dio.

I farisei si confrontano con Gesù riguardo la questione del sabato. Gesù, a causa della sua divina autorità, trasmette la definitiva interpretazione della Legge. Dio ha comandato il rispetto del sabato. Lo ha istituito e ha ordinato che il suo popolo si astenesse dal lavoro in tale giorno. Nel tempo, il precetto dato da Dio venne reso più complesso e convertito in un insieme di rigide norme: c’erano 39 lavori proibiti il sabato.

Ma Gesù ci insegna qual è il vero significato del sabato: onorare Dio in un giorno dedicato al Signore che ci ricorda che la nostra vita appartiene e deve essere diretta a Dio. Per spiegarlo prende l’esempio del re Davide il quale, essendo affamato, mangiò il pane dell’offerta rituale al Signore. Quando abbiamo fame, siamo stanchi o assonnati, difficilmente la nostra mente può rimanere rivolta a Dio.

Noi cristiani, seguendo questa stessa tradizione ebraica, trasferiamo la festa alla domenica perché è il giorno nel quale è accaduto l’evento centrale della nostra salvezza: la resurrezione di Cristo. Il rispetto del riposo settimanale ci ricorda la centralità di Cristo nella nostra vita. Papa Francesco lo ha ricordato «la domenica non è il giorno per dimenticare gli altri giorni, ma per ricordarlo, benedirlo e fare pace con la vita. La vita è preziosa. Non è facile, spesso dolorosa, ma è preziosa».

Abbiamo bisogno di riposare, ma per ritornare a impegnare la nostra mente e il cuore nella cosa più importante della nostra vita: amare Dio nel nostro quotidiano. Per questo, quando Gesù rimprovera i farisei, lo fa perché il loro cuore si è sviato dal vero significato del riposo che è onorare Dio. Con il semplice compimento di una serie di norme i farisei sviavano il precetto in se stesso.

Anche tu e io, vogliamo che Dio sia il centro della nostra vita. La domenica guida il nostro sguardo verso Dio, che è chi può farci felici veramente, e ci ricorda che dobbiamo mettere Dio al centro degli impegni ordinari.

Preghiamo
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità
perché possano tornare sulla retta via,
concedi a tutti coloro che si professano cristiani
di respingere ciò che è contrario a questo nome
e di seguire ciò che gli è conforme.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Auguro a tutti una buona e santa giornata.

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Incontri, ritiri, iniziative 2025-2026

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