Caffè di giovedì 16 luglio 2026

di mons. Aurelio Gazzera
– carmelitano e vescovo di Bangassou (Repubblica Centrafricana) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 16 luglio 2026.

15a settimana del Tempo Ordinario.
Per i carmelitani: Solennità della Madonna del Carmelo.

Testi liturgici e canti per la Madonna del Carmelo:

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 19, 25-27)

In quell’ora stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèopa e Maria di Magdala. Gesù allora, vedendo sua madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.

Sono tornato da Zemio, dove due settimane fa è stato ucciso un sacerdote. Ho qui una lettera che stamattina stavo riordinando, mi è venuta sotto gli occhi, di una mamma, Isabella.  Con la situazione terribile a Zemio, lei si firma innanzi tutto come mamma. Suo marito è catechista, ha tanti figli, di cui una a 17 anni è stata violentata dai soldati. Questo è purtroppo il quotidiano di tantissima gente. 

Ho letto questa lettera, di questa mamma, davanti a questo Vangelo di Giovanni, dove troviamo Gesù sulla croce, con pochissima gente: c’è sua mamma, una sorella di sua mamma, Maria di Cleofa, Maria di Magdala… e Giovanni: gli uomini non fanno proprio tanto bella figura in quel momento. Ed è lì il genio femminile, il cuore di madre di Maria, ma anche di tante donne, quelle che sono attorno a lei e di quelle che fioriscono su tutta la terra.

E lì la parola di Dio ci raggiunge. Gesù, proprio in quel momento in cui sta esalando gli ultimi respiri, offre alla mamma un altro figlio, una maternità che, iniziata con lui, durerà fino alla fine dei secoli. E offre al figlio sua madre: anche qui siamo in una figliolanza che durerà fino alla fine dei secoli. 

La mamma è sempre qualcosa di unico. E anche se, come dice la Bibbia, una mamma si dimenticasse di suo figlio, che è quasi impossibile, Dio non dimentica. E proprio il dono di Maria, sua madre, come madre a ciascuno di noi, è una presenza che rimane per sempre, che ci accompagna in ogni momento. E quando nel rosario noi preghiamo camminando lungo le strade, lungo i sentieri, dappertutto… è lei che ci porta. Noi portiamo Maria, ma è lei che ci accompagna e ci porta sempre a Gesù. 

Preghiamo.
Signore, sulla croce ci hai dato tua madre come nostra madre.
Ti chiediamo di aprire il nostro cuore,
perché possiamo sempre affidarci al tuo e al suo cuore. 
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

Buona festa e buona giornata!

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