Caffè di venerdì 31 luglio 2026

di padre Roberto Fornara
– Comunità di Arenzano –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 31 luglio 2026.

17a settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di Sant’Ignazio di Loyola, sacerdote.

Foto e catechesi dell’incontro 2026

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,54-58)
In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: “da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono tutte queste cose?”. Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro:” il profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua”. E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.

Gesù ritorna a Nazareth, nella sua “patria”, tra i “suoi”, insegnando nella loro sinagoga, suscitando meraviglia e stupore: “da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi?”. Commenta con la sua ironia graffiante san Girolamo: “sorprendente  stupidità  dei nazaretani: si meravigliano da dove la Sapienza potrebbe trarre la sua sapienza e da dove la Potenza le sue potenze”. Gesù diventa per loro un motivo di scandalo, un ostacolo che nasce dall’orgoglio e dalla presunzione di conoscerlo bene.   Dimostrano però di fermarsi alla sua umanità: sanno che è figlio del falegname,  conoscono sua madre, Maria e  i suoi parenti… Il loro stupore non si apre all’ umiltà dell’ascolto e della fiducia che  conducono alla sequela. Per loro sono sufficienti quei pochi dati che hanno di lui; perciò non si lasciano attirare e convertire dalla Parola del Dio vivente e dalla forza dello Spirito, vera fonte di quella Sapienza e di quella Potenza. Così induriscono il cuore tanto che – annota l’evangelista Marco nel passo parallelo – è Gesù a meravigliarsi, a stupirsi della loro incredulità. È terribile pensarlo, ma con la nostra incredulità possiamo legargli le mani e impedirgli di compiere prodigi meravigliosi. Gesù ci chiede di credere, di fidarci di lui, lasciandoci stupire e guidare dalla sua Parola che è lampada per i nostri passi e luce sul nostro cammino. Egli stesso, si fa modello di fede obbediente, che non esita a mettersi in cammino come un nuovo Abramo, nostro padre nella fede, a cui il Signore chiede: “vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò”. (Gen 12,1)

Preghiamo.
O Dio, che hai chiamato sant’Ignazio di Loyola
a operare nella Chiesa per la maggior gloria del tuo nome,
concedi anche a noi, con il suo aiuto e il suo esempio,
di combattere in terra la buona battaglia della fede
per ricevere con lui in cielo la corona dei santi.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Buona giornata a tutti!

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Incontri, ritiri, iniziative 2025-2026

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