Caffè di mercoledì 5 agosto 2026

di padre Marcello Bartolomei
– Comunità di Baoro (Rep. Centrafricana) –

***

Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 5 agosto 2026.

18a settimana del Tempo Ordinario.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 15,21-28)
In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco, una donna cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.

Si tratta del Vangelo cosiddetto “della cananea”, cioè di una donna che non appartiene al popolo
di Israele, verso il quale è diretta principalmente la missione di Gesù, per ricondurlo alla vera fede
in Dio. Quello che stupisce di questa donna è il fatto che ricerca una soluzione al problema della
figlia, tormentata da un demonio, non da una persona qualsiasi, fosse pure un sacerdote del suo
culto, della sua religione. Ma si rivolge a Gesù, che non appartiene né al suo popolo né alla sua
religione. Essa si rivolge a Gesù, quasi conoscendo l’identità di lui, in termini sconcertanti: “Pietà di
me, Signore, figlio di Davide”. Neppure al primo rifiuto di Gesù la donna demorde dalla sua
richiesta, avendo fiducia nella potenza di Gesù, potenza che gli può venire solo da Dio.

È proprio questa fede che fa arrendere Gesù. Si tratta di una fede che sembra quasi superare quella dei suoi discepoli. Anche loro chiedono a Gesù di esaudirla, ma non lo chiedono tanto per il bene della
donna, quanto per disfarsi di lei, che continua a implorare Gesù, per cui la sua insistenza dà loro
fastidio. “Donna, davvero grande è la tua fede”. Questa donna, questa fede, ci fa venire in mente
la richiesta umile e discreta di Maria alle nozze di Cana.

Da questo vangelo, quale insegnamento possiamo trarre per la nostra vita? Anche noi possiamo
chiedere dei miracoli a Gesù. È lui stesso che ci invita a farlo, dicendo: “Chiedete e vi sarà dato,
bussate e vi sarà aperto”. Ma spesso noi non lo facciamo, pensando che non è il caso di
importunare Dio, che sa cosa è meglio fare per noi. Oppure, se ci aspettiamo un miracolo dal
punto di vista fisico o materiale e non lo otteniamo, ci sembra di aver perso tempo. Solo Dio
conosce il bene che ricaviamo dalle nostre richieste. A volte può essere il bene fisico, ma se non è
sempre il bene fisico, sarà sempre, immancabilmente, un bene spirituale, purché da parte nostra ci
sia la fede, come ci è di esempio la cananea.

Gesù è stato mandato innanzitutto per le pecore perdute della casa di Israele. Anche noi, cristiani,
siamo mandati alle pecore perdute, che possono aver smarrito la fede o per incoraggiare i nostri
fratelli e sorelle di fede nei momenti di prova o di sconforto.

Preghiamo.
O Dio, che hai stabilito la tua Chiesa sacramento universale
di salvezza per continuare l’opera del Cristo sino alla fine dei secoli,
risveglia il cuore dei fedeli, perché avvertano l’urgenza della chiamata missionaria
e da tutti i popoli della terra si formi una sola famiglia
e sorga un’umanità nuova in Cristo, nostro Signore. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti!

***

Incontri, ritiri, iniziative 2025-2026

***

Ricevi ogni mattina il testo del Caffè sulla tua email:

***

Visita i nostri siti:

***