Caffè di mercoledì 12 agosto 2026

di padre Marco Garagnani
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 12 agosto 2026.

19a settimana del Tempo Ordinario.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 18,15-20)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Queste parole di Gesù rappresentano un antidoto assai valido per la sopravvivenza comunitaria. Oggi, infatti, le realtà relazionali umane sono minate sempre più dal vizio della mormorazione, non solo reale ma anche virtuale e mediatica.

È comprensibile che una persona ferita da un’altra a lei cara, compensi il suo dolore appoggiandosi a terzi, amplificando così ad ampio raggio la notizia colpevole e ledendo la buona fama della persona imputata.

Invece, è assai più coraggioso ed efficace, sopportare con pazienza il contraccolpo della sferzata ricevuta e, a sangue freddo, seguire le indicazioni evangeliche della correzione fraterna.

L’incontro vis-à-vis va preparato con la preghiera fiduciosa perché il Signore tiene tanto alla concordia e, se pregato, interviene nel cuore delle persone che desiderano chiarirsi, almeno da una parte, e le predispone all’accoglienza e al perdono reciproco.

Indubbiamente, il confronto è faticoso ma sapere che in questa vita ci si gioca già il Cielo rende la cosa più affrontabile. Infatti, ogni gesto di carità è eterno e rimane come tesoro in Paradiso.

È vero, rimane sempre in gioco la libertà del singolo ma l’ostinazione si può infrangere con la forza della comunità. L’intercessione orante di più persone riunite nel nome di Gesù è una via sicura e commovente.

Quante volte, leggendo la vita dei santi, ad esempio quella di Santa Teresa di Gesù Bambino, si rimane sbalorditi e meravigliati per le guarigioni e i prodigi miracolosi ottenuti dalle preghiere a lei rivolte, da parte di più persone unite nella medesima supplica.

Chiediamo oggi a Gesù la capacità di affrontare le situazioni relazionali difficili con la carità e nella verità. I sentimenti del Cuore di Cristo, mite ed umile in modo esemplare, possano plasmare il nostro comportamento verso i fratelli e le sorelle che incontreremo sul nostro cammino. E Maria, Ancella umile, interceda per tutti noi.

Preghiamo
Dio onnipotente ed eterno,
guidati dallo Spirito Santo, osiamo invocarti con il nome di Padre:
fa’ crescere nei nostri cuori lo spirito di figli adottivi,
perché possiamo entrare nell’eredità che ci hai promesso.
Per Cristo nostro Signore. Amen
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Una santa e buona giornata a tutti!

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