di padre Stefano Molon
– Comunità di Bouar Sant’Elia (Rep. Centrafricana) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 11 agosto 2026.
19a settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di Santa Chiara, vergine.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 18, 1-5. 10. 12-14)
In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?».
Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me.
Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli.
Che cosa vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita? In verità io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite. Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda».
Gesù oggi ci dice una parola sorprendente: «Se non diventerete come bambini, non entrerete nel Regno dei cieli». Diventare bambini non significa tornare indietro o diventare ingenui. Significa riscoprire che, davanti a Dio, siamo anzitutto figli.
Il bambino non pretende di bastare a se stesso: tende la mano, si lascia aiutare, si fida. Anche noi diventiamo piccoli quando smettiamo di voler controllare tutto, di avere sempre ragione, di costruire la nostra grandezza davanti agli altri.
Santa Teresa di Lisieux aveva compreso profondamente questo segreto: la santità non consiste nel fare grandi cose, noi stessi, con le nostre forze, ma nel lasciarci prendere in braccio da Dio. La sua “piccola via” è la via della fiducia.
E anche santa Chiara, scegliendo di non possedere nulla, ha voluto vivere così: povera, libera, totalmente affidata al Signore.
Forse diventare bambini, per noi oggi, significa proprio questo: poter dire a Dio, anche nelle nostre paure e nelle nostre fragilità: «Padre, io non posso tutto. Ma mi fido di Te».
Ed è allora che scopriamo una cosa meravigliosa: non dobbiamo diventare grandi per essere amati. Siamo già figli, cercati e amati dal Padre.
Preghiamo.
O Dio, che nella tua misericordia
hai ispirato a santa Chiara l’amore per la povertà evangelica,
per sua intercessione concedi a noi di seguire Cristo in povertà di spirito,
per contemplarti un giorno nel regno dei cieli.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
A tutti voi auguro una buona giornata.
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