Caffè di sabato 5 settembre 2026

di padre Marcello Bartolomei
– Comunità di Baoro (Rep. Centrafricana) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 5 settembre 2026.

22a settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di Santa Maria in sabato.

Testi liturgici per la Memoria di Santa Maria in sabato:

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 6, 1-5)

Un sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani.
Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?».
Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?».
E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

Da tutto il Vangelo sappiamo che Gesù, assieme ai suoi discepoli, erano osservanti della Legge di Mosè. Al vertice della Legge di Mosè c’è la Legge stessa di Dio, espressa nei 10 comandamenti. Su questa Legge di Dio non si potevano fare eccezioni di sorta. Ma quando si parla di Legge di Mosè, si comincia a parlare piuttosto di leggi umane, leggi religiose, scritte e imposte ad un popolo particolare, come il popolo ebreo, secondo usanze religiose codificate nel tempo. Sappiamo perciò come la Legge mosaica, al di là dei 10 comandamenti, ha codificato un numero esagerato di prescrizioni cultuali, tra le quali si trovava la legge del rispetto rigoroso del sabato.

Mentre riguardo alla Legge di Dio non si ammettono eccezioni, queste leggi umane rischiavano di diventare una vera e propria schiavitù. Perciò, in diverse occasioni, Gesù ha voluto fare il bene, come guarire i malati, anche in giorno di sabato, attirando le ire dei guardiani della Legge, che non ammettevano eccezioni.

È questo il caso riferitoci dal Vangelo ascoltato. I discepoli di Gesù, presi dai morsi della fame “osano” spezzare delle spighe di grano e sfregarle per mangiarne i chicchi. Gesù prende la difesa dei discepoli di fronte ai farisei, sempre pronti a criticare. Gesù non intende disprezzare la legge del sabato, valida come principio generale, rifacendosi al comandamento di rispettare il giorno di festa, il giorno dedicato al Signore. Semplicemente Gesù non vuole che la legge del sabato diventi una legge tirannica, che impedisce di venire incontro a delle vere necessità, che impedisce di fare il bene.

“Il Figlio dell’uomo è signore del sabato”. Questa affermazione ci incoraggia a vivere la nostra vita nell’amore di Dio e della sua Legge, che è una legge di amore, non una legge di schiavitù. La nostra Regola carmelitana ci dice: “La necessità non ha legge”. Ciò significa che tocca a noi chiederci sempre: quello che faccio risponde alla legge dell’amore? All’amore verso il Signore, all’amore verso il prossimo e, quando occorre anche all’amore verso sé stessi.

Preghiamo.
Ti chiediamo umilmente, o Padre,
che il frutto dell’opera redentrice del tuo Figlio,
per il ministero della Chiesa,
giovi alla salvezza del mondo intero.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti!

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