di padre Stefano Molon
– Comunità di Bouar Sant’Elia (Rep. Centrafricana) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 11 settembre 2026.
23a settimana del Tempo Ordinario.
Beata Maria di Gesù (Lopez de Rivas), carmelitana.
Dal Vangelo secondo Luca ( Lc 6,39-42)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:
«Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».
Gesù oggi ci vuole fare riflettere su una domanda molto semplice: con quali occhi guardiamo gli altri?
È facile vedere la pagliuzza nell’occhio del fratello. Notiamo subito i suoi difetti, le sue incoerenze, ciò che dovrebbe cambiare. Purtroppo molto più difficile è riconoscere la trave che portiamo dentro di noi: il nostro orgoglio, le nostre rigidità, i nostri giudizi.
Gesù non ci chiede di chiudere gli occhi davanti al male. Ci chiede però di purificare prima il nostro sguardo. Solo chi ha imparato a lasciarsi correggere da Dio può aiutare veramente un altro.
Anche nella vita spirituale possiamo diventare ciechi che guidano altri ciechi, quando pensiamo di sapere già tutto, quando non ascoltiamo più, quando giudichiamo senza misericordia.
Gesù ci invita a rivolgerci a Lui così, umilmente e con fiducia: “Signore, fammi vedere anzitutto ciò che deve cambiare in me.”
E quando il nostro occhio diventa più limpido, accade una cosa bella: vediamo meglio anche il fratello. Non soltanto i suoi difetti, ma la sua fatica, le sue ferite, il bene che porta dentro.
Forse oggi il Vangelo ci invita proprio a questo: meno giudizi sui fratelli e più verità su noi stessi; meno durezza e più misericordia. Perché chi si lascia guardare con misericordia da Dio impara, poco a poco, a guardare così anche gli altri.
Preghiamo.
O Padre, che ci hai liberati dal peccato
e ci hai donato la dignità di figli adottivi,
guarda con benevolenza la tua famiglia,
perché a tutti i credenti in Cristo
sia data la vera libertà e l’eredità eterna.
Per Cristo, nostro Signore. Amen
A tutti voi auguro una buona giornata.
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