di padre Carlo Cencio
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 19 settembre 2026.
24ª settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di San Gennaro, vescovo e martire.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 8,4-15)
In quel tempo, poiché una grande folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, Gesù disse con una parabola: «Il seminatore uscì a seminare il suo seme. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la mangiarono. Un’altra parte cadde sulla pietra e, appena germogliata, seccò per mancanza di umidità. Un’altra parte cadde in mezzo ai rovi e i rovi, cresciuti insieme con essa, la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono, germogliò e fruttò cento volte tanto». Detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
I suoi discepoli lo interrogavano sul significato della parabola. Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo con parabole, affinché
vedendo non vedano
e ascoltando non comprendano.
Il significato della parabola è questo: il seme è la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l’hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal loro cuore, perché non avvenga che, credendo, siano salvati. Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, ricevono la Parola con gioia, ma non hanno radici; credono per un certo tempo, ma nel tempo della prova vengono meno. Quello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita e non giungono a maturazione. Quello sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza.
Sappiamo da Gesù stesso che il Seminatore è Lui, mandato dal Padre a insegnare la verità su Dio o la Parola di Dio o i comandamenti di Dio. E Gesù a volte insegnava da una barca, a volte sulla strada o sui monti e in zone deserte. Ma spargeva la sua parola abbondantemente su tutti, come il contadino che seminava, allora, a grandi manciate.
Purtroppo quelle parole cadevano su terreni diversi, cioè su teste e cuori ben diversi. C’erano i cuori duri come sassi e lì dentro quelle parole (come i semi) non potevano germogliare. C’erano i superficiali, che dimenticavano subito, e c’erano quelli troppo occupati nei loro affari e anche se quelle parole li avevano colpiti, venivano poi soffocate dal lavoro o dai soldi. Per fortuna c’erano anche cuori ben disposti. E in quei cuori le parole del Seminatore Gesù portavano buoni frutti.
E questi cuori buoni ci sono ancora adesso e ritornano a Gesù magari dopo vari anni che lo avevano abbandonato. Pensiamo un momento alla Francia. Ci sono ora centinaia di adulti che finalmente cercano i preti o i parroci per farsi battezzare e altre centinaia che ritornano al confessionale e all’Eucaristia. In loro la parola di Gesù ha portato davvero buoni frutti!
Preghiamo.
O Dio, creatore e Signore dell’universo,
volgi a noi il tuo sguardo,
e fa’ che ci dedichiamo con tutte le forze al tuo servizio
per sperimentare la potenza della tua misericordia.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Buona giornata a tutti!
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