di fra Claudio Grana
– Comunità di Bocca di Magra (SP) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 24 settembre 2026.
25a settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9, 7-9)
In quel tempo, il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti».
Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.
Il Vangelo di oggi ci può spiazzare, e possiamo essere in difficoltà a trovare un contenuto utile per noi. Non c’è un episodio positivo, non c’è un esempio da seguire, né un discorso di Gesù da ascoltare e da mettere in pratica. Abbiamo solo sentito i pensieri di Erode, la sua reazione alle notizie su Gesù.
Il brano inizia con un riferimento agli avvenimenti precedenti, tra i quali troviamo gli insegnamenti e le opere di Gesù: guarigioni, liberazioni dai demòni… e lo stesso potere dato anche agli apostoli.
Di fronte a questo, Erode reagisce con curiosità: “sentì parlare”, “diceva: chi è?”, e “cercava di vederlo”. Dai particolari, possiamo però capire che è una curiosità inquieta e malvagia. Erode rievoca – come fosse niente – il fatto di aver ucciso Giovanni. E alla fine, sappiamo che in qualche modo sarà coinvolto anche nell’uccisione di Gesù. Non è la curiosità di uno che vuole conoscere, apprendere cose nuove, ascoltare un messaggio. E’ la curiosità di chi vuole tenere tutto sotto controllo, per non vedere minacciato il proprio potere.
Notiamo una contrapposizione tra il modo di pensare di Erode e quello della gente: mentre la gente è aperta al soprannaturale e vede in Gesù un profeta che “risorge”, che “appare”, Erode è fermo al piano materiale, anche in modo abbastanza cinico: “Giovanni l’ho ucciso io”… e quindi “non sapeva che cosa pensare”.
Allora, cosa ci insegna questo Vangelo? Una cosa semplice e vera: il male esiste, e noi lo incontriamo nella vita. Lo possiamo incontrare sotto forma di opposizione e persecuzione, ma anche sotto forma di tentazione, come male che può entrare in noi o che commettiamo noi stessi.
Chiediamoci allora: come siamo noi? Anche noi “non sappiamo cosa pensare” di Gesù? Lo vogliamo controllare, chiudere in un angolo? Siamo curiosi di Gesù? Siamo davvero interessati a lui? Siamo spettatori o siamo disposti a cambiare noi stessi, a convertirci? La vera guarigione, il vero miracolo di Gesù che deve farci diventare curiosi e desiderosi di lui è proprio questo: il dono della redenzione, la salvezza dell’anima, la vita nuova dietro a Gesù e con Gesù. Sia questa la nostra risposta più bella al male di ieri e di oggi.
Preghiamo.
O Dio, che nell’amore verso di te e verso il prossimo
hai posto il fondamento di tutta la legge,
fa’ che osservando i tuoi comandamenti
possiamo giungere alla vita eterna.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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