di padre Marcello Bartolomei
– Comunità di Baoro (Rep. Centrafricana) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 5 ottobre 2026.
27ª settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 10,25-37)
In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».
In questo vangelo assistiamo a un dialogo tra un dottore della Legge e Gesù. La risposta del dottore della Legge è veramente sorprendente: “ Per ottenere la vita eterna è necessario amare Dio e al tempo stesso amare il prossimo.” Sul piano dottrinale, diremmo, la risposta è perfetta. “Fai questo e vivrai”. Con queste parole, Gesù conferma quanto detto e al contempo vuole esortarlo a mettere in pratica la risposta dottrinale, che da sola non basta. Grazie all’ulteriore domanda del dottore della Legge, Gesù prende un esempio molto pratico. Ed ecco, allora, la parabola del buon samaritano che ben conosciamo.
Al posto del dottore della Legge potremmo esserci ciascuno di noi. Spesso, anche noi siamo capaci di dare delle belle definizioni sul piano teorico, ma ciò che conta è sapere metterle in pratica. L’amore del prossimo è la conseguenza del nostro amore per Dio, amore che deve incarnarsi nel vedere e amare Dio nelle persone concrete. Sia quelle che ci vivono accanto, come quelle che non conosciamo o che incontriamo per caso. Quelle che condividono la nostra fede o provenienza, come quelle di cui non conosciamo né la loro appartenenza di razza né la loro religione.
Amare il prossimo non è facile, e se non amiamo profondamente Dio, sapendo che ci ama immensamente e gratuitamente, la cosa è ancora più difficile. Non bastano le nostre “pie pratiche” per avere la coscienza a posto. Occorre, come si dice, “sporcarsi le mani”. Occorre, se capita, accettare che ci scombussolino i nostri piani, che vengano a disturbare la nostra vita.
Dopo aver visto l’esempio del buon samaritano, anche a ciascuno di noi Gesù dice: Va’ e anche tu fa’ lo stesso.
Preghiamo.
O Dio, donaci la volontà e la forza
di attuare ciò che comandi,
perché il popolo cristiano chiamato al tuo regno
sia animato dall’unica fede
ed esprima nelle opere lo stesso amore.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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