di padre Marco Pesce
– Comunità di Genova –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 8 ottobre 2026.
27ª settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 11,5-13)
In quel tempo, Gesù disse ai discepoli:
«Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”; e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».
Quando Gesù diceva che “dobbiamo farci bambini” per entrare nel Regno dei cieli, forse pensava, oltre alla semplicità, anche all’insistenza di cui sono capaci i nostri pargoli quando sono decisi a ottenere qualcosa.
Subito dopo aver insegnato il “Padre nostro”, Gesù continua a parlare della preghiera; ci dice che l’insistenza è un’attitudine corretta, perché fondata sulla bontà di Dio, Padre buono, pronto a offrire il suo Spirito. Così il Signore insegna come pregare e cosa dire: ci suggerisce qual è la cosa veramente importante da chiedere: lo Spirito di Dio. Stringi stringi, tra mille cose di cui abbiamo bisogno o pensiamo di aver bisogno, l’unica cosa davvero necessaria è questo dono soprannaturale, che appunto ci aiuta ad andare oltre a ciò che già riusciamo a fare; che ci guida verso la somiglianza con Cristo.
È naturale dare ai nostri figli delle cose buone; è naturale amare quelli che ci amano – anche i non credenti lo fanno. Lo Spirito di Dio ci spinge più in là, fino all’amore per chi ci odia, fino all’offerta della nostra stessa vita per gli amici.
Preghiamo.
Venga il tuo spirito, Signore,
e ci trasformi interiormente con i suoi doni.
Crei in noi un cuore nuovo,
perché siamo sempre attenti alla tua volontà
e possiamo piacere a Te, che sei la nostra vita.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti voi!
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