di padre Andrea Frizzarin
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, amici, con il caffè carmelitano di oggi, 7 ottobre 2026.
27ª settimana del Tempo Ordinario.
Memoria della B. V. Maria del rosario.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,26-38)
In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.
«Rallegrati, Maria, piena di grazia: il Signore è con te». È una frase che conosciamo benissimo. Talmente bene che rischiamo di recitarla senza più ascoltarla.Eppure, fermiamoci un momento. L’Ave Maria comincia proprio da qui: da una parola che Dio rivolge a Maria. Prima ancora che lei chieda qualcosa, prima ancora che trovi le parole per rispondere, c’è una parola che la raggiunge: «Il Signore è con te».
Maria è sorpresa, turbata, fa una domanda. Poi arriva quella risposta semplice e immensa: «Ecco la serva del Signore». Da quel momento la sua vita prende una direzione nuova. Forse è proprio questo uno dei segreti del Rosario. Ripetiamo tante volte le stesse parole. E può venire da chiedersi: ma non ci si annoia? Pensiamo a una fotografia. La guardi una prima volta e vedi la scena nel suo insieme. Poi la riguardi. E scopri un volto, un particolare sullo sfondo, uno sguardo che prima ti era sfuggito. La fotografia è sempre quella, eppure tu la stai guardando con occhi nuovi.
Con il Rosario succede qualcosa di simile. Mentre ripetiamo le Ave Maria, passano davanti agli occhi i misteri della vita di Gesù: la sua nascita, gli incontri, la passione, la morte, la risurrezione, la gloria. Li guardiamo ancora e ancora, lasciando che il Vangelo scenda lentamente dentro di noi.
E c’è un particolare bellissimo: metà dell’Ave Maria viene direttamente dalle parole dell’angelo e di Elisabetta. Quando la recitiamo, continuiamo una parola iniziata nel Vangelo. Prima parla Dio. Poi rispondiamo noi. È una preghiera semplice, che sa stare dentro la vita quotidiana. In chiesa, camminando, in macchina, aspettando un treno. Anche una sola decina può diventare un piccolo spazio in cui fermarsi e tornare a guardare Gesù.
Maria stessa ha vissuto così. Quel giorno a Nazaret non conosceva ancora tutta la strada che avrebbe avuto davanti. Sapeva soltanto una cosa: il Signore era con lei. E le bastò per dire il suo sì. Forse per questo il Rosario è una buona preghiera per chi cammina. Ti mette in mano il Vangelo e ti accompagna dentro la storia di Gesù, una Ave Maria dopo l’altra. Una preghiera da tenere in tasca. Una strada da percorrere con Maria. E una fotografia del Vangelo da continuare a guardare, finché qualche particolare comincia a parlare anche alla nostra vita.
Preghiamo.
Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre;
tu, che all’annuncio dell’angelo
ci hai rivelato l’incarnazione di Cristo tuo Figlio,
per la sua passione e la sua croce,
con l’intercessione della beata Vergine Maria,
guidaci alla gloria della risurrezione.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Buona giornata a tutti!
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