di mons. Aurelio Gazzera
– carmelitano e vescovo di Bangassou (Repubblica Centrafricana) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 16 ottobre 2026.
28a settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 12, 1-7)
In quel tempo, si erano radunate migliaia di persone, al punto che si calpestavano a vicenda, e Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli:
«Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze.
Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui.
Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!».
Questa pagina del Vangelo raccoglie molti detti, molte parole di Gesù, probabilmente pronunciate in momenti anche diversi, ma gli evangelisti hanno voluto raccoglierle in questo modo.
Abbiamo qui alcuni elementi forti della predicazione di Gesù: questa sua lotta contro l’ipocrisia, che è un difetto, un peccato contro cui Gesù si scaglia spesso e contro cui lotta spesso. L’ipocrisia è voler apparire meglio di quello che siamo in realtà, è far vedere quello che pensiamo che gli altri debbano vedere e nascondere quello che siamo in realtà. Gesù è molto chiaro su questo: non c’è niente di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto.
Quella di Gesù è una predicazione che ci chiama a vivere nella luce, la luce che è la sua, e quindi a non fare sconti e a non nascondere la verità prima di tutto a noi stessi. Sappiamo quanto sia facile nascondere a noi stessi i nostri peccati, le nostre colpe, e voler apparire in un altro modo, e Gesù ci richiama proprio ad essere molto veri, molto sinceri.
Pensiamo ai simboli utilizzati nel sacramento del Battesimo, che è la porta per tutti gli altri sacramenti. Inizia con l’acqua, l’acqua che pulisce, che lava. E alla fine del Battesimo riceviamo la candela: anche questo è un segno di luce che ci accompagna nella nostra vita.
C’è poi un’altra parola di Gesù, sempre in questa pagina del Vangelo, che è molto interessante: “Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo”. Gesù ci dice di non aver paura: questo è il primo elemento fondamentale. Il secondo elemento è quello di far attenzione non a chi può farci del male fisicamente o anche umanamente, ma aver paura piuttosto di perdere la nostra anima, e questo è un elemento molto importante. Spesso nella nostra vita in un modo o nell’altro abbiamo tante preoccupazioni, tante paure, e Gesù ci richiama, ci dice che le cose più importanti sono molto più profonde di quelle immediate. Il Signore ci accompagna sempre, anche i capelli del nostro capo sono tutti contati. Il Signore è presente, ed è in lui che dobbiamo avere fiducia, è su di lui che possiamo contare.
Preghiamo.
Signore, ti ringraziamo per queste tue parole
e ti chiediamo di aiutarci ad essere luce, ad essere veri,
a non aver paura di chi può farci del male fuori
ma avere paura piuttosto di perdere la nostra anima.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata!
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