di padre Marco Chiesa
– Comunità di Roma – Casa generalizia –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 21 ottobre 2026.
29a settimana del Tempo Ordinario.
Dal vangelo secondo Luca ( Lc 12,39-48)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».
Le parole che Gesù ci consegna possono incutere ansia o addirittura paura, ma, fondamentalmente si tratta di un invito a riflettere sul senso e il valore che diamo alla nostra esistenza. A tutti noi può capitare, certamente, di sentirsi abbastanza al sicuro da non cogliere il sapore e la bellezza della vita e di quanto in essa ci è donato.
Ebbene, la parabola di oggi ci invita a riflettere sulla qualità della nostra vita, ma non sullo standard materiale-economico, quanto sulla vita interiore, quella vera! Siamo consapevoli del valore della nostra esistenza? Ci curiamo di amministrarla bene? O diamo più attenzione ai beni materiali. Infatti, quanto il “padrone di casa arriverà” guarderà al nostro cuore e alla casa della nostra vita, vedendo se avremo “disposto e agito secondo la sua volontà”. Non ci chiederà la perfezione formale, ma un cuore caldo, attento e disponibile… Davvero “beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così”.
Sappiamo che il Signore verrà, ma non quando, e neppure è importante saperlo: ciò che conta veramente e che dà la pace del cuore è la fiducia in lui, tanto da vivere ogni giorno e ogni momento nella sua volontà di amore. Sicuramente è importante fissare lo sguardo al cielo – uno sguardo innamorato e fiducioso -, ma è bene anche tenere i piedi ben piantati in terra. Chi si lascia andare alla sregolatezza (come il servo infedele) oppure cade nella disperazione, in realtà sta spegnendo il cuore, abbassando lo sguardo e chiudendosi in se stesso.
Sì, ci è stato affidato molto e ci verrà chiesto molto di più, ma l’abbraccio di Dio sarà il dono più bello e sicuro!
Preghiamo
Dio onnipotente ed eterno,
donaci di orientare sempre a te la nostra volontà
e di servirti con cuore sincero.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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