di padre Maurice Maikane
– Comunità di Savona –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 22 ottobre 2026.
29a settimana del Tempo Ordinario.
Memoria facoltativa di San Giovanni Paolo II.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 12,49-53)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre: si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».
Cari amici, in questo brano del Vangelo, Gesù usa parole forti, che ci sconcertano tutti. Siamo abituati a pensarlo e ad ascoltarlo come principe della pace. Ci sembra molto strano sentendolo oggi dire: « Sono venuto a gettare fuoco sulla terra…». Non si tratta di una minaccia distruttiva. Gesù non è venuto a distruggere le nostre famiglie. Ma cos’è questo fuoco? Nella bibbia il fuoco ha due significati bellissimi. Significa: purificazione e illuminazione. Il fuoco che porta Gesù non è quello che distrugge o brucia le persone fisicamente, ma è fuoco dello Spirito Santo, è incendio dell’Amore di Dio. Un cristiano non può vivere senza calore dello Spirito. Altrimenti, è una vita fredda, spenta e tiepida cioè una vita da rigettare. Quante volte viviamo nell’indifferenza, trascinando le nostre giornate per abitudine? Gesù con il suo fuoco fa’ crollare questa nostra tiepidezza. Venendo in mezzo a noi, vuole accendere nei nostri cuori la passione per il bene. Perché il cristiano non può essere una persona spenta.
La “divisione” di cui parla Gesù è la verità che fa compiere una scelta. La pace che il mondo spesso ci offre è una pace finta. Gesù non è venuto a portare una pace superficiale. La sua parola è come una spada che taglia la menzogna e chiede una decisione netta. Questa sana divisione, in realtà, è il primo passo per una comunione vera , profonda e libera.
San Giovanni Paolo II, Papa, ci esortava: “Non abbiate paura! Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo”. Ha considerato la divisione come scelta di verità: nel suo pontificato non ha cercato una pace superficiale o un consenso unanime. Ha annunciato la verità sull’uomo e su Dio anche quando questa risultava “divisiva” o scomoda per cultura contemporanea. Egli è e sarà sempre per noi il fuoco della testimonianza. Ha portato quel fuoco divino in tutto il mondo.
Cari amici, non temiamo il fuoco di Gesù. lasciamo che bruci i nostri rancori, le nostre pigrizie e le nostre paure. Chiediamo oggi la grazia di essere cristiani “infiammati” capaci di accogliere questo santo incendio nei nostri cuori, per avere il coraggio di scegliere Lui ogni giorno.
Preghiamo:
Dio onnipotente ed eterno,
donaci di orientare sempre a te la nostra volontà
e di servirti con cuore sincero.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Buona e felice giornata a tutti voi, cari amici!
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