di fra Claudio Grana
– Comunità di Bocca di Magra (SP) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 24 ottobre 2026.
29a settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di Santa Maria in sabato.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 13, 1-9)
In quel tempo, si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.
O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».
Oggi ascoltiamo Gesù che commenta due fatti di cronaca e poi aggiunge una parabola. Il tema è il mistero del male che c’è nella vita; la prospettiva è quella della fine: la morte delle persone, il taglio del fico.
Gesù contesta l’idea che la morte violenta sia una punizione. Però non spiega direttamente il mistero, non dice il motivo della morte, così improvvisa, così ingiusta e apparentemente insensata. Piuttosto cerca di farci capire il valore e il significato della vita, ed è questo che fa luce anche sul mistero della morte. Come tante altre volte nel Vangelo, Gesù ci dà una “chiave” per andare più in profondità, ci indica una condizione che cambia le cose.
La troviamo quando dice: “se non vi convertite…” e “se porterà frutto…”. Mettendo insieme le due frasi, possiamo capire che è la conversione la strada per portare frutto nella vita. Al contrario, se non ci convertiamo, se non portiamo frutto, valgono per noi le parole: “perirete tutti allo stesso modo”. E quindi, la vita senza conversione e senza frutti è come morire all’improvviso, senza significato, prima che la vita abbia un suo degno compimento.
Per fortuna, ci viene anche ricordata la pazienza di Dio, attraverso l’immagine del vignaiolo che, in assenza di frutti, concede ancora un tempo di attesa. E non solo aspetta, ma si prende cura, con la zappa e il concime. Così vediamo che Gesù ci dà l’insegnamento, ci dà il tempo, ci dà le cure e gli aiuti, ci dà la direzione verso cui camminare.
Accogliamo questa abbondanza di grazie, e disponiamoci per convertirci a lui con tutto il cuore e con tutta la vita. Allora il termine della nostra vita, in qualsiasi modo e in qualsiasi momento avverrà, sarà un compimento pieno di significato e di attesa, sarà un incontro con il Signore che dona la vita eterna.
Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
concedi al tuo popolo
che confida nella materna protezione
della Vergine Maria,
di essere liberato da tutti i mali
per giungere alla gioia eterna del cielo.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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