Caffè di venerdì 30 ottobre 2026

di fra Mattia Grillo
– Comunità di Genova –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 30 ottobre 2026.

30ª settimana del Tempo Ordinario.
Beata Maria Teresa Tauscher di san Giuseppe, carmelitana.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 14,1-6)
Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.

Ed ecco, davanti a lui vi era un uomo malato di idropisìa.
Rivolgendosi ai dottori della Legge e ai farisei, Gesù disse: «È lecito o no guarire di sabato?».

Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò.
Poi disse loro: «Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito
in giorno di sabato?». E non potevano rispondere nulla a queste parole.

Sappiamo che Gesù è solito condividere il pasto con i peccatori e i pubblicani. In questo brano del angelo invece entra a mangiare in casa di uno dei capi dei farisei. A tavola, mentre gli occhi di tutti sono fissi su di Lui, non solo per l’ammirazione che suscita, ma soprattutto per coglierlo in fallo, lo sguardo di Gesù si posa sull’uomo malato che ha di fronte a sé. È quello stesso sguardo d’amore con cui aveva intravisto di lontano la donna curva nella sinagoga, non notata da nessuno, mentre insegnava le Scritture. Il medesimo che aveva rivolto al giovane ricco, amandolo con cuore divino.
Quello di Gesù è un vero gesto nuziale. Prende per mano quell’uomo malato e, in giorno di sabato, davanti agli sguardi invidiosi dei presenti, lo guarisce, cioè ne sposa l’umanità, la fragilità. In quel prenderlo per mano si compiono le nozze del Cristo con l’umanità. Gesù ci prende per mano, ci ama e ci guarisce. San Pietro, nella sua prima lettera, afferma: “Dio ha cura di voi”, e il salmista aveva già annunciato: “Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue infermità”. L’infermità dell’uomo è infatti luogo di incontro privilegiato con Cristo. E il Signore non esita a mettere al centro la vita dell’uomo e non il sabato, perché il sabato è fatto per l’uomo e non viceversa.
La domanda che viene poi rivolta ai farisei dovrebbe sempre risuonare nel cuore dei credenti: “È lecito guarire in giorno di sabato?”. In un altro testo la domanda è ancora più dura: “È lecito in giorno di sabato fare il bene o il male, salvare una vita o sopprimerla?”. Eppure, fa notare Gesù, se in giorno di sabato accade una disgrazia ai propri parenti, subito si interviene per salvarli, dimenticandosi del precetto.
Ecco che il sabato, con l’insegnamento di Gesù, acquista il vero significato del riposo del Padre, che si compiace di contemplare e mettere al centro le sue creature e soprattutto l’uomo, nel quale pone ogni sua delizia. I farisei dinanzi a ciò rimangono ammutoliti, mentre ad un altro uomo viene ridonata
dignità. Ciascuno di noi è proprio come quell’ idropico senza nome: è invitato a lasciarsi toccare, guarire e amare da questo meraviglioso Medico divino, che ha dato la vita per noi.

Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
accresci in noi la fede, la speranza e la carità,
e perché possiamo ottenere ciò che prometti,
fa’ che amiamo ciò che comandi.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Buona giornata a tutti!

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