di padre Roberto Fornara
– Comunità di Arenzano –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 31 ottobre 2026.
30a settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di Santa Maria in sabato.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 14, 1.7-11)
Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.
Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cédigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».
In pochi versetti, l’evangelista Luca ci mostra quanto siano diverse le vie di Dio dalle nostre vie, e quanto siano lontani i suoi pensieri dai nostri pensieri. L’intenzionalità dello sguardo umano e lo sguardo di Gesù si contrappongono: se i farisei e i dottori della legge «stanno ad osservarlo» con l’evidente intenzione di trovare un motivo per accusarlo, Gesù non cerca di tendere tranelli. Non ha avversari o nemici, ma è la sua Parola che penetra nell’intimo del cuore, smascherando l’orgoglio e la presunzione di chi desidera apparire e mettersi in mostra scegliendo i primi posti nel banchetto.
Gesù è l’Amore che si accorge, è la spada dello Spirito che scruta l’interiorità di chi si trova sull’orlo di un baratro, rischiando di precipitare. Perciò è lampada sui nostri passi, luce sul nostro cammino, Parola che ci indica la via, intervenendo non per giudicare, ma per correggere, esortare ed evitarci l’umiliazione di essere ridimensionati e umiliati.
Chi è familiarizzato anche solo superficialmente con la Bibbia, ricorderà che l’opposizione fra onore e confusione o vergogna appartiene al lessico dell’idolatria. Gli idoli – in primo luogo quelli che esaltano l’ego con le sue pretese di dominio, di possesso e di voracità – sono un nulla, pura vanità. Essi lasciano a mani vuote chi ne è schiavo, come leggiamo in Isaia 45, 16-17: «Saranno confusi e svergognati quanti s’infuriano contro di lui; se ne andranno con ignominia i fabbricanti di idoli. Israele sarà salvato dal Signore con salvezza perenne. Non patirete confusione o vergogna per i secoli eterni».
Percorrono strade diametralmente opposte anche la parola di Gesù e il silenzio dei farisei. Indicando il comportamento adeguato da tenere in ogni situazione di vita (il banchetto è, infatti, parabola della comunione, specchio della vita trinitaria, simbolo di condivisione nel cammino dell’uomo verso il banchetto escatologico, cioè la vita eterna), egli si prende cura di sottolineare il linguaggio positivo dell’amicizia («amico, vieni più avanti!»), la necessità di confrontarsi nell’amore con «tutti i commensali». Egli parla così perché è lui stesso, Cristo, la parola di verità che risuona in tutta la sua forza, in tutta la sua chiarezza: questa è la verità che li farà liberi.
Infine, Gesù è anche la parola di vita, di vita eterna. A questo livello, c’è una differenza profonda anche tra i valori che l’uomo e Dio mettono in gioco nella propria esistenza. Gesù è disposto a dare la sua vita, ad amare fino in fondo, a scegliere l’ultimo posto e persino ad essere umiliato, crocifisso e ucciso. L’uomo che teme di perdere qualcosa della sua vita, del tesoro del suo cuore, in realtà lo sta già perdendo, perché «chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».
Ci insegni la vergine Maria, l’umile serva del Signore, che non sta ad osservare dell’esterno le parole e i gesti del suo Figlio, ma li custodisce entrambi nel cuore, crescendo nella fede, nella speranza e nella carità. Anziché confusione o vergogna, lei è nella gioia, perché «l’Onnipotente ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dei troni, ha innato gli umili».
Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
accresci in noi la fede, la speranza e la carità,
e perché possiamo ottenere ciò che prometti,
fa’ che amiamo ciò che comandi.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Buona giornata a tutti!
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