Caffè di mercoledì 4 novembre 2026

di padre Matteo Colzani
– Comunità del Deserto di Varazze (SV) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 4 novembre 2026.

31a settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di San Carlo Borromeo, vescovo.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 14,25-33)
In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:
«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.
Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».

Il Vangelo che abbiamo ascoltato all’inizio ci fornisce un dettaglio che non è trascurabile, ma importante per capire il motivo per cui il Signore Gesù ci parla quest’oggi in modo così esigente. La folla che lo seguiva era numerosa. Quello che per noi può sembrare un dato estremamente positivo, in realtà spinge Gesù a chiarire subito le condizioni per seguirlo davvero. Non può essere la fama, nemmeno le belle parole, nemmeno i sogni di rivoluzione che possono giustificare il fatto di seguire Gesù. La condizione in fondo, alla base di tutto, è questa: Egli esige un amore che lo metta al primo posto di tutto, tanto da essere disposti anche a soffrire e accettare le contrarietà per essere suoi discepoli. Questa raccomandazione non è soltanto un proposito per ciascuno, un impegno… ma è molto di più. È la stessa condizione per cui si può realizzare questa sequela del Signore. Se l’affezione a Cristo, la sua testimonianza, il servizio al Regno dei Cieli non occupa il primo posto di quello che ci sta davvero a cuore, non avremo mai la forza, la Grazia il desiderio di fare quello che il Signore ci chiede fino in fondo. Sarebbe, appunto, come costruire una torre senza avere i fondi necessari o affrontare una battaglia senza avere un esercito adeguato. Domandiamo, dunque, al Signore la vera fedeltà al suo Regno, alla sua gloria, tale perché sa appartenere fino in fondo a Lui e compiere sempre la sua volontà. L’intercessione di San Carlo, pastore che ha saputo donarsi e consumarsi per la gloria di Dio e la cura del suo gregge, ci aiuti e ci sostenga.

Preghiamo.
Custodisci nel tuo popolo, o Signore,
lo spirito di cui hai ricolmato il vescovo san Carlo Borromeo,
perché la Chiesa si rinnovi incessantemente
e, conformandosi all’immagine del tuo Figlio,
manifesti al mondo il volto di Cristo Signore.
Egli è Dio, e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata a tutti!

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