Caffè di lunedì 27 giugno 2022

Lunedì della XIII settimana del Tempo Ordinario.
di fra Claudio Grana.

Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 27 giugno 2022.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 8, 18-22).
In quel tempo, vedendo la folla attorno a sé, Gesù ordinò di passare all’altra riva. Allora uno scriba si avvicinò e gli disse: «Maestro, ti seguirò dovunque tu vada».
Gli rispose Gesù: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». E un altro dei suoi discepoli gli disse: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Ma Gesù gli rispose: «Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti».

Nel Vangelo di oggi, Gesù ci dà quasi un’idea di respingimento e di durezza: sembra evitare la folla, scoraggiare chi vuole seguirlo con entusiasmo, e al contrario forzare chi è indeciso. In realtà Gesù ci provoca per farci capire le esigenze del Vangelo, del cammino con Dio: è una parte del Vangelo che non possiamo togliere, non possiamo pensare che tutto ci venga naturale, che tutto corrisponda alle nostre inclinazioni spontanee.

Ci soffermiamo su una frase centrale: Gesù “non ha dove posare il capo”. Questa frase può spaventarci, perché seguire uno così significa privazione di tutto. Ma può anche consolarci, perché ci fa vedere che Gesù stesso ha provato la durezza e le difficoltà della vita, e così può capirci, possiamo sentirlo più vicino quando ci capita di essere nella prova. Infine, può aiutarci ad alzare lo sguardo verso il cielo, a capire che la nostra vera patria non è su questa terra; certo, il cammino della vita ha già i suoi doni, le sue gioie, ma allo stesso tempo proviamo che non è ancora la pienezza; ci è dato un assaggio della vita eterna insieme a tribolazioni e contraddizioni, e attendiamo la vita vera nei cieli. Alla luce di questo, capiamo meglio l’invito di Gesù: “Seguimi”. Per quanto esigente possa essere, è un invito a camminare verso la vera patria, verso la pace e la felicità piena.

In conclusione, aggiungiamo ancora un’altra interpretazione della frase centrale “non ha dove posare il capo”. La prendiamo dalle opere di Santa Teresina di Lisieux, che fu molto colpita da questo passo evangelico, al punto da citarlo quattro volte nei suoi scritti. La parola di Gesù suscita nel suo cuore non tanto la preoccupazione per sé, per la difficoltà di seguire il Signore, ma la preoccupazione per Gesù, stanco e povero, senza una casa o un riparo. Scrive così: “Ricorda, Signore, che esiliato qui in terra non avevi nulla, neanche una pietra, né un riparo come gli uccelli. Vieni a me, Gesù, poggia la testa. La mia anima è pronta per accoglierti, riposa nel mio cuore, è tuo!” (poesia 24,8). E in un altro passo: “Nella barca della sua sposa, il Signore trova un guanciale più dolce. Non è una pietra a sostenere il suo capo, quella pietra che sospirava durante la sua vita mortale; è il suo cuore, dove egli è a casa sua” (lettera 144).

Preghiamo.
O Dio, che ci hai reso figli della luce
con il tuo Spirito di adozione,
fa’ che non ricadiamo nelle tenebre dell’errore,
ma restiamo sempre luminosi
nello splendore della verità.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti.

fra Claudio Grana
Comunità di Bocca di Magra (SP)

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