Caffè di lunedì 15 agosto 2022

Solennità della Assunzione di Maria.
di padre Roberto Fornara.

Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 15 agosto 2022.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1, 39-56).

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Il privilegio singolare dell’assunzione di Maria in cielo in corpo e anima, che oggi celebriamo solennemente, è la primizia della risurrezione a cui tutta la creazione tende. Maria è l’unica creatura che condivide già totalmente la novità e la gloria del suo Figlio risorto.

Nel suo cantico, che la liturgia di oggi ci invita a meditare, questa gloria che avvolge la Vergine è espressa in un contrasto di grandezza e piccolezza. Non sono i meriti di Maria a giustificare questo privilegio: la Vergine magnifica il Signore (cioè riconosce quanto è grande) perché ha compiuto in lei grandi cose. E anche nei confronti del suo popolo, Israele, Dio ha innalzato gli umili e ha saziato di beni gli affamati, ribaltando la situazione umana, che tende a esaltare chi è ricco, potente o stimato. Invece il Dio del Magnificat, il Dio di Maria di Nazaret, ha guardato alla povertà, al nulla della sua serva. Maria è assunta in cielo perché è l’umile serva del Signore.

La beatitudine di Elisabetta nei confronti di Maria diventa la lode di tutti i secoli: “d’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata”. Viviamo questa giornata di festa e di riposo (siamo al cuore del periodo delle vacanze e delle ferie estive) in unione con Maria, rallegrandoci insieme a lei di essere umili strumenti nelle mani del Signore e lodando Dio che opera grandi cose nella nostra vita, preparandoci un futuro di gioia senza fine.

Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
che hai innalzato alla gloria del cielo in corpo e anima
l’immacolata Vergine Maria, Madre del tuo Figlio,
fa’ che viviamo in questo mondo
costantemente rivolti ai beni eterni,
per condividere la sua stessa gloria.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti.

padre Roberto Fornara
Comunità di Arenzano (GE)

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