Caffè di sabato 17 settembre 2022

XXIV settimana del tempo ordinario.
Per i carmelitani: festa di Sant’Alberto di Gerusalemme.
di padre Michele Goegan.

Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 17 settembre 2022.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 8,4-15).
 
In quel tempo, poiché una grande folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, Gesù disse con una parabola: «Il seminatore uscì a seminare il suo seme. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la mangiarono. Un’altra parte cadde sulla pietra e, appena germogliata, seccò per mancanza di umidità. Un’altra parte cadde in mezzo ai rovi e i rovi, cresciuti insieme con essa, la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono, germogliò e fruttò cento volte tanto». Detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
I suoi discepoli lo interrogavano sul significato della parabola. Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo con parabole, affinché vedendo non vedano e ascoltando non comprendano.
Il significato della parabola è questo: il seme è la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l’hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal loro cuore, perché non avvenga che, credendo, siano salvati. Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, ricevono la Parola con gioia, ma non hanno radici; credono per un certo tempo, ma nel tempo della prova vengono meno. Quello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita e non giungono a maturazione. Quello sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza».

Nel brano di oggi, Gesù che mestiere impersona? Un narratore? Un agricoltore? Uno psicologo? No, Gesù è un fotografo! Conosce l’animo umano e lo coglie, raccontandolo, così come si presenta nei minimi particolari: la folla che gli sta davanti è un terreno variegato formato da tanti caratteri e da tante storie, e il cuore di ognuno racchiude un’esperienza unica di vita. Tutti hanno udito, ma pochi ascoltano, e solo alcuni portano frutto.

Noi diremmo che siamo fortunati, perché ci troviamo ad analizzare questa fotografia e stiamo imparando la lezione, ma non sappiamo che ci siamo dentro in pieno. Facciamo la prova… ieri che Vangelo c’era? Oppure, appena finita la Messa, chiediamoci che letture abbiamo ascoltato, e molte volte dobbiamo ammettere che siamo addirittura un terreno argilloso, cioè impermeabile a fare entrare qualcosa in noi, perché distratti, e accorsi alla mensa della Parola di Dio con poco amore, o occupati nei pensieri del nostro cuore. Sulla lunga distanza le cose non migliorano, perché la vita ci distrae ed è piena di cose da fare e da pensare, e Dio di fatto trova un piccolo spazio.

Il messaggio di Gesù è affascinante, ma richiede tempo per essere assimilato. Ha potenzialità enormi, ma se non è nutrito da un’accoglienza laboriosa e disponibile non mette radici. Il silenzio della terra che accoglie il seme potrebbe essere d’esempio a noi tutti che, purtroppo, ne abbiamo poco di silenzio per accogliere nel giusto modo la parola di Gesù. Silenzio, letture spirituali e preghiera personale possono fornirci quella chiave di lettura che al primo ascolto non abbiamo. Solo avvicinandoci a Gesù anche in un secondo momento come gli apostoli, possiamo capire cosa voleva dirci in un primo tempo.

Lasciamo il tempo giusto per far germogliare e fiorire il messaggio di Dio! Non si tratta di quantità ma di qualità. Una sola parola, un solo concetto da memorizzare che resta nel cuore e fiorisce in opere concrete sarà già un grande traguardo quotidiano, e pian piano si trasformerà anche tutta la nostra vita.

Preghiamo.
O Dio, creatore e Signore dell’universo,
volgi a noi il tuo sguardo,
e fa’ che ci dedichiamo con tutte le forze al tuo servizio
per sperimentare la potenza della tua misericordia.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti voi!

padre Michele Goegan
Comunità di Genova

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