Caffè di lunedì 9 gennaio 2023

di fra Gian Paolo Aguas
– Comunità di Genova –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 9 gennaio 2023.

I settimana del Tempo Ordinario.
Sant’Andrea Corsini, carmelitano.

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 1, 14-20).

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. Subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

Il Signore già con la sua nascita ha iniziato la sua missione: annunciare la buona novella. Pur essendo Dio, chiede di essere aiutato. Ma perché mai Gesù avrebbe bisogno dell’uomo per proclamare la salvezza? Pur essendo onnipotente, Dio non vuole privarsi dell’amore della sua creatura, e attende la sua risposta: come all’annuncio dell’Angelo a Maria, così in quel “Venite dietro a me” rivolto a Simone, Andrea, Giacomo e Giovanni. Il mistero della libertà è celato e rivelato allo stesso tempo: Dio tende la mano all’uomo, che può decidere se afferrarla o no. Non c’è nessun obbligo, nessun vincolo, ma solo un invito a seguirlo.

Dante nella Divina Commedia, nel Canto XXXIII del Paradiso, cercando di spiegare la visione di Cristo, afferma la difficoltà nel farlo, usando l’immagine di colui che vuole quadrare un cerchio: “Qual è ‘l geomètra che tutto s’affige / per misurar lo cerchio, e non ritrova, / pensando, quel principio ond’elli indige” (vv. 133-135). Eppure il poeta è lì a contemplare il mistero. Il sostare di Dante ci può far comprendere che, anche se arrivassimo a dare una definizione di Dio, non basterebbe mai, perché i nostri concetti sono troppo umani per poter dire qualcosa sulla divinità. La libertà è divina, e grazie all’Incarnazione possiamo in qualche modo concepirla. Gesù uomo e Dio ci dona l’esempio nel seguire la volontà del Padre, ispirando così i suoi discepoli. Abbandonare le reti e la propria casa vuol dire per noi abbandonare le vecchie abitudini, e anche le catene di sofferenza e dolore, per essere rinnovati; tutto si pone in quella fiducia totale, in quel tuffo nel vuoto che prima o poi tutti sono chiamati a fare.

Attenzione! Dio passa, e se non si è attenti si rischia di perdere il treno della salvezza. Non è conveniente concentrare le proprie energie su quelle catene di peccato, createsi dalla propria volontà. E’ più importante gettare lo sguardo al mistero della salvezza, che si attua nella quotidianità: è questo che il Signore chiede. Perciò la domanda che ne consegue è: tu ci stai?

Preghiamo.
Ispira nella tua paterna bontà, o Signore,
i pensieri e i propositi del tuo popolo in preghiera,
perché veda ciò che deve fare
e abbia la forza di compiere ciò che ha veduto.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti.

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