Caffè di lunedì 16 gennaio 2023

di padre Pierluigi Canobbio
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 16 gennaio 2023.

II settimana del Tempo Ordinario.

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 2, 18-22).

In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno.
Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!».

Gesù è il compimento delle promesse fatte ad Israele e nello stesso tempo non si adagia semplicemente agli usi e costumi dei suoi contemporanei. Si incarna nella storia del popolo eletto (è il mistero del Natale che abbiamo appena celebrato), ma va oltre le usanze, nel guidare i credenti verso il Padre dei cieli. Perciò ci insegna a non tenere i piedi in due scarpe, ma a scegliere la sua salvezza.

Il digiuno è una delle opere di pietà di allora come di oggi, ma non è fine a stesso. È una pratica che ha lo scopo di irrobustire la volontà, di crescere nella libertà dei figli di Dio, per incontrare e seguire Gesù. Senza accorgercene, infatti, siamo tutti un po’ schiavi delle emozioni, delle sensazioni e degli “appetiti”, al di là della nostra libera scelta. Gesù è venuto a liberarci perché possiamo vivere guidati dallo Spirito, decidendo e seguendo la volontà di Dio, cioè il meglio per noi e per gli altri, al di là delle nostre idee o dei nostri gusti. Santa Teresa di Gesù diceva alle sue monache che la volontà di Dio è il nostro maggior bene: lui vuole il massimo bene per noi, e desidera che camminiamo nella santa libertà dei figli e delle figlie di Dio, non schiavi di noi stessi o dell’egoismo nostro o altrui.

In questo consiste proprio la novità, l’essere otri nuovi, creature nuove e libere per accogliere la grazia di Dio. Allora capiamo anche perché Gesù e i discepoli non digiunano: sono già nella pienezza della comunione trinitaria, nella piena luce della rivelazione e nella santa compagnia del Signore. Questo è lo scopo del digiuno, della pratica ascetica, dell’impegno del credente. Quando lo Sposo sarà tolto ed entrerà nel nascondimento, dopo l’Ascensione, da allora in poi sì che occorre digiunare, per conservare e approfondire la libertà spirituale e la comunione con Cristo risorto. Vogliamo perciò essere vino nuovo in otri nuovi.

Preghiamo.
Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, Padre onnipotente:
la venuta del tuo unico Figlio, che abbiamo accolto con gioia,
ci ottenga la libertà nella vita presente e la salvezza eterna.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.

Buona e santa giornata a tutti voi.

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