Caffè di martedì 17 gennaio 2023

di padre Stefano Molon
– Comunità di Baoro (Rep. Centrafricana) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 17 gennaio 2023.

II settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di S. Antonio abate.
Giornata di preghiera per il dialogo ebraico-cristiano.

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 2, 23-28).

In quel tempo, di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe. I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Ed egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!». E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato».

Grande cosa il sabato, il riposo settimanale. Per noi oggi è il giorno di domenica: una delle intuizioni per cui l’umanità ha da ringraziare il popolo ebraico e il buon Dio che così ha voluto. Gli schiavi non riposano mai, perciò la norma del riposo sabbatico era così importante: per ricordare ad Israele che ora erano dei figli e che come tali si dovevano comportare.

Ma si sa, spesso lo spirito autentico di una norma viene accomodato e, così, al tempo di Gesù, il rispetto sabbatico era stritolato da un infinita serie di prescrizioni, che finivano per svuotarlo di contenuto. L’elenco minuzioso dei lavori permessi o meno, il numero dei passi che si potevano compiere e altre prescrizioni del genere, rischiavano di offuscare il significato profondo del precetto.

Gesù, che ben conosce il valore della libertà, richiama all’essenziale chi lo critica, citando anche un brano della Scrittura in cui Davide viola una norma per necessità. Non è l’osservanza meccanica dei precetti che ne rispetta la bontà. Il rischio – sempre presente – è quello di ingabbiare lo Spirito in una serie infinita di prescrizioni troppo umane. Gesù ci vuole liberi di amare, e l’amore è esigente e molto concreto. Stiamo perciò attenti a non disseminare il sentiero che Dio ci indica con cartelli di divieto! Bene dice Gesù: la nuova legge del Vangelo va conservata in otri nuovi!

Preghiamo.
O Dio, che a sant’Antonio abate

hai dato la grazia di servirti nel deserto
seguendo un mirabile modello di vita cristiana,
per sua intercessione donaci la grazia
di rinnegare noi stessi e di amare te sopra ogni cosa.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.

A tutti voi auguro una giornata illuminata dall’amore di Dio.

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