Caffè di mercoledì 10 maggio 2023

di padre Marco Garagnani
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 10 maggio 2023.

V settimana del Tempo di Pasqua.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 15, 1-8)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

La tentazione più ricorrente nella sfera della vita cristiana è quella dell’autosufficienza. Ha origine dal vizio della superbia e si insinua in ogni ambito della nostra esistenza. Cominciamo un lavoro, un’attività, ma anche una relazione affettiva, e ci sembra che vada tutto bene, che porti ottimi frutti. Ci facciamo prendere dalla soddisfazione personale e dimentichiamo l’origine e il fine di questa esperienza.

Bene, fatto questo preambolo, torniamo alla Parola di oggi… Essa ci ha reso puri, come afferma Gesù. Che cosa vorrà significare? Se abbiamo scelto di ascoltare il caffè carmelitano all’inizio di questa giornata forse è perché riteniamo la Parola di Dio come luce di verità per la nostra vita. Possiamo, indegnamente, considerarci tralci uniti alla vite. E notiamo come sia vitale e insostituibile rimanere in essa, perché proveniamo proprio da quella pianta originaria, da quella nuova nascita pasquale che ci ha rigenerati nell’acqua del Battesimo.

Dio Padre attende da noi tralci dei bei grappoli succosi e ci chiede la disponibilità a lasciarci tagliuzzare dalla Provvidenza. In che modo? Riportando sempre al Signore i successi, le gioie affettive e le esperienze faticose di accadimenti non pensati o di manifestazioni spiacevoli di noi stessi nel vissuto quotidiano.

Confrontandoci costantemente con la Presenza di Dio in noi, rimaniamo come tralci uniti alla vite, e ci salviamo dall’essere recisi, drammaticamente e volontariamente gettati nel fuoco e bruciati, come purtroppo può succedere quando viviamo come se Dio non esistesse.

Sproniamoci a vicenda, come figli del Padre uniti nel percorso della vita, a vivere quella profonda confidenza con Gesù attraverso la quale sappiamo di poter chiedere quello che vogliamo ed essere esauditi.

Santa Teresa di Gesù, nostra madre, ci invita a questa costante ricerca. Prendiamo da una delle sue poesie l’invito a lei rivolto dal Signore come se fosse fatto a noi: “Anima, cercati in me. E Me, cercami in te.”

Preghiamo.
O Dio, che ami l’innocenza e la ridoni a chi l’ha perduta,
volgi a te i cuori dei tuoi fedeli,
perché, liberati dalle tenebre,
non si allontanino mai dalla luce della vera fede.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.

Una santa e buona giornata a tutti voi!

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19/21 maggio: Incontro Amici del “Caffè”

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