di padre Marco Chiesa
– Comunità di Roma – Casa generalizia –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 11 maggio 2023.
V settimana del Tempo di Pasqua.
Dal vangelo secondo Giovanni (15, 9-11)
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».
Questo breve brano evangelico segue al paragone della vite vera e dei tralci. Oggi, Gesù insiste ancora sul tema del “rimanere uniti a lui”, accostandovi due elementi importanti, cioè i “comandamenti” e la “gioia”.
A prima vista, potrebbero sembrare elementi molto diversi e non facili da unire: infatti, nell’immaginario collettivo, i comandamenti si accostano più facilmente al dovere o alla fatica, che alla gioia. Per questo alla base di tutto c’è un imperativo imprescindibile “rimante nel mio amore”. Sì, è proprio l’amore – quell’amore che viene dal Padre ed è riversato su di noi dal Figlio – che rende possibile ciò che non è umanamente immediato.
Osservare i comandamenti di Gesù, ci permette di immergerci nell’amore, perché, se ci pensiamo, il comandamento più importante è quello di fidarci di lui, avere il coraggio di entrare fiduciosamente nella sua mano – come direbbe S. Teresa di Gesù Bambino – e lasciarci trasportare da questo torrente di amore.
Gesù stesso ci dà l’esempio, come abbiamo sentito: “io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore”. Come cristiani, dunque, non ci resta che seguire il suo esempio, nella consapevolezza che l’amore è in grado di smuovere le montagne. In effetti, quando si è innamorati, si riesce a fare ciò che magari prima si pensava impossibile… e, se ciò è vero per l’amore umano, quanto lo sarà per quello divino: i Santi ce lo dimostrano ampiamente!
Osservare i comandamenti, dunque, non sarà più una questione di dovere, di sforzo, di privazione, ma una conseguenza naturale, dettata dall’amore. Non solo, ma tutto questo ci porterà sempre più a “rimanere nel suo Amore”… e non ne potremo fare a meno!
In questa catena di grazia, si comprende bene il posto della “gioia” annunciata e donata da Gesù: la sua gioia che diventa nostra, una gioia piena, traboccante, una gioia che dà colore e senso a tutto quello che facciamo.
Certo, agli occhi del mondo tutto questo sembra un paradosso, perché normalmente la gioia viene cercata in cose materiali, ma come cristiani dobbiamo essere autenticamente felici e irradiare gioia, pronti a seguire le parole di Gesù e a fidarci completamente di lui.
Preghiamo.
O Dio, che per tua grazia
da peccatori ci fai giusti e da infelici ci rendi beati,
compi in noi le tue opere e sostienici con i tuoi doni,
perché a noi, giustificati per la fede,
non manchi la forza della perseveranza.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti voi!
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