di padre Marco Chiesa
– Comunità di Roma – Casa generalizia –
***
Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 21 aprile 2026.
3ª settimana del Tempo di Pasqua.
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6,30-35)
In quel tempo, la folla disse a Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”».
Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».
Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane».
Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».
Più volte nel Vangelo gli ascoltatori chiedono segni a Gesù, anche quando egli li ha appena compiuti, come in questo caso, con la moltiplicazione dei pani. Qui, però, il Signore non li rimprovera, bensì, pazientemente, li ascolta, in modo da approfondire la sua riflessione. Questi ascoltatori, infatti, hanno individuato in lui una persona importante, un profeta e, rifacendosi a Mosè e alla manna donata nel deserto, si rivelano bisognosi di comprendere meglio, affamati e assetati di verità.
Gesù, dunque, inizia subito puntualizzando che il dono della manna veniva dal Padre e scopo di quel segno era di fissare lo sguardo su Dio e non sul suo intermediario Mosè, per quanto grande e importante fosse: il popolo pellegrino nel deserto doveva imparare a fidarsi di Dio e i segni della sua provvidenza erano gesti d’amore per conquistare il suo cuore.
Il secondo passaggio, ancora più importante, vuole portare i presenti ad avere fiducia il lui. Infatti, come Mosè ha cercato di far capire che la manna è un dono di Dio, ora Gesù rivela ai presenti che lui stesso è il dono più grande che Dio possa fare al suo popolo: “Il pane di Dio è colui che discende dal cielo e da la vita al mondo”.
Ed ecco che, di fronte allo spiraglio di apertura del cuore di chi lo ascolta – “Signore, dacci sempre questo pane” – Gesù approfitta per rivelarsi solennemente: “Io sono il pane della vita”. Sì, lui è il dono inestimabile e impensabile, che ora è lì davanti a loro, a portata di mano… semplice e disponibile come il pane di ogni giorno: basta solo “venire a lui” e “credere in lui” per essere davvero saziati e dissetati.
Preghiamo.
O Dio, che apri la porta del regno dei cieli
a coloro che sono rinati dall’acqua e dallo Spirito Santo,
accresci nei tuoi fedeli la grazia del Battesimo,
perché liberati da ogni peccato
possano ereditare i beni da te promessi.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
***
***
Ricevi ogni mattina il testo del Caffè sulla tua email:
***
Visita i nostri siti:
***




Devi effettuare l'accesso per postare un commento.