di padre Marco Pesce
– Comunità di Genova –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 8 giugno 2026.
10a settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,1-12a)
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: <<Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi>>.
furono prima di voi>>.
Oggi cominciamo la lettura del Vangelo secondo Matteo nei giorni feriali del “Tempo per annum“, dopo la lettura di Marco; fra dodici settimane si passerà a Luca. La Chiesa ci fa cominciare non con gli inizi della predicazione di Gesù e la chiamata dei primi discepoli, ma direttamente dal grande “discorso della montagna”, una delle raccolte di parole di Gesù più belle e significative. Questa prima pagina si conclude con la menzione dei profeti che vennero in precedenza: il Signore in pratica dice che agendo secondo le sue parole siamo come i profeti e per questo andiamo incontro all’incomprensione e persino alla persecuzione. Tra l’altro questo tema si sposa bene con la prima lettura di oggi: si inizia il cosiddetto “ciclo di Elia”, cioè le pagine dei Libri dei Re in cui si narrano le vicende del profeta, che Gesù stesso cita spesso quale simbolo di tutti i profeti dell’Antico Testamento. Anche al Carmelo guardiamo con venerazione speciale al profeta Elia, considerandolo quasi come un fondatore, poiché alcuni episodi di questo “ciclo” letterario sono ambientati sul Monte Carmelo; santa Teresa si sentiva discendente da una “stirpe di profeti”, con riferimento precisamente a una successione ideale di profeti dopo Elia. Ritornando al Vangelo di oggi, il Signore ci dice che gli atteggiamenti delle “beatitudini” sono in se stessi “profetici”, cioè comunicano il pensiero di Dio. Essere distaccati dai beni terreni, attendere con speranza la consolazione, scegliere la mitezza, la giustizia e la pace come stile di vita; avere misericordia, combattere il peccato; non cercare sempre e comunque l’approvazione di tutti, ma essere pronti a soffrire per la verità. Tutte queste cose comunicano lo stile di Gesù, anche se magari Lui non viene nominato. Penso che ci sia materiale largamente sufficiente per un salutare confronto della nostra anima con queste “beatitudini”. Proviamo a farne la bussola della giornata che comincia.
Preghiamo.
O Dio, sorgente di ogni bene,
ispiraci propositi giusti e santi e donaci il tuo aiuto,
perché possiamo attuarli nella nostra vita.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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