a cura delle Suore Carmelitane Teresiane
– Torino –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 9 giugno 2026.
10a settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,13-16)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».
Gesù in questo Vangelo ci dice che noi siamo sale e luce. Il sale deve essere presente in piccole quantità (come il piccolo gregge, il lievito, il granello di senape…) ma se non c’è, tutto è insipido. Perciò vogliamo anzitutto ringraziare il Signore che ci chiama – come Cristiani – ad essere questa presenza nel mondo, semplice, umile, mite, che esalta il sapore di tutto ciò che di bello e buono c’è nel creato.
Un po’ più sconvolgente è che Gesù ci dica che noi siamo la luce del mondo, quando di se stesso ha detto: “Io sono la luce del mondo” (Gv 8,12). Ma in effetti, noi cristiani siamo chiamati ad essere il prolungamento della presenza di Gesù nel mondo, una “umanità aggiunta” alla sua, come diceva Elisabetta della Trinità: siamo chiamati nientemeno che a conformarci a Cristo!
Santa Teresa di Gesù Bambino, meditando sulla carità che ci conforma a Gesù, si è soffermata anche su questo brano evangelico e ha scritto: “… meditando su queste parole di Gesù ho capito quanto l’amore mio per le mie sorelle era imperfetto, ho visto che non le amavo come le ama Dio. Capisco ora che la carità perfetta consiste nel sopportare i difetti degli altri, non stupirsi delle loro debolezze, edificarsi dei minimi atti di virtù che essi praticano, ma soprattutto ho capito che la carità non deve restare affatto chiusa nel fondo del cuore: «Nessuno – ha detto Gesù – accende una fiaccola per metterla sotto il moggio, ma la mette sul candeliere affinché rischiari tutti coloro che sono in casa». Mi pare che questa fiaccola rappresenti la carità, la quale deve illuminare, rallegrare, non soltanto coloro che mi sono più cari, ma tutti coloro che sono nella casa, senza eccettuar nessuno”. (Manoscritto C, 289)
Lasciamoci trasformare dallo Spirito Santo a immagine di Gesù, per essere davvero sale e luce! Grazie Gesù!
Preghiamo
O Dio, sorgente di ogni bene,
ispiraci propositi giusti e santi
e donaci il tuo aiuto,
perché possiamo attuarli nella nostra vita.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
A tutti voi, una buona giornata!
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