di padre Pierluigi Canobbio
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno cari amici con il nostro caffè di oggi, sabato 23 giugno 2026.
12ª settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 7,6.12-14)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti.
Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!».
Gesù ci insegna la concretezza, nel nostro amore e nella generosità delle azioni, in modo che quello che facciamo con fatica abbia un esito buono e non cada in terra.
La prima raccomandazione di questo brano di Matteo riguarda il dare, il fare il bene, a chi può riceverlo realmente e fruttuosamente. Il bene che si fa, per essere autenticamente bene, deve essere bene anche per chi lo riceve, non deve essere soltanto frutto della generosità di chi lo realizza. Non basta essere generosi, occorre valutare di non buttare via i doni e le risorse, con il pericolo di riceverne addirittura un male. Quanta saggezza ed equilibrio c’è nel Vangelo, quanta saggezza è richiesta anche nel donare, nell’essere generosi!! Come ricorda il Catechismo della Chiesa Cattolica al n. 1750 e seguenti, non basta la retta intenzione, ma occorre valutare le circostanze e le conseguenze della presunta buona azione.
Nel secondo capoverso viene delineato anche l’oggetto del bene, secondo la regola d’oro “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”, ma espressa in termini positivi, secondo il criterio del proprio gradimento.
La terza indicazione riguarda la vita terrena, ma con la prospettiva della vita eterna: la porta e la via del bene è stretta mentre è larga e spaziosa la via della comodità e del disimpegno che conduce alla perdizione. Nel Vangelo di Luca 13,22 Gesù è ancora più chiaro: “sforzatevi di entrare per la porta stretta…”. Ma perché il bene e la vita sono più impegnativi e richiedono uno sforzo? Per l’egoismo e la disobbedienza che ci condizionano e che sono radicati in noi come conseguenza del peccato originale, che è stata disobbedienza e insubordinazione.
Se questo sembra teorico, ognuno può constatare personalmente come la giustizia e il bene sono più impegnativi del vivere secondo la propria comodità e nella egoistica ricerca del piacere, seguendo le voglie del momento.
Preghiamo.
Padre Onnipotente, che con il vangelo del tuo Figlio
ci hai rivelato la grandezza del tuo amore,
fa’ che accogliamo pienamente il tuo dono,
perché, liberati dalle tenebre dell’errore,
aderiamo sempre più agli insegnamenti della tua verità.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Buona giornata a tutti voi dal Santuario Gesù Bambino di Arenzano.
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