di fra Giancarlo Cencio
– Comunità di Savona –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 20 luglio 2026.
16ª settimana del Tempo Ordinario.
Per i carmelitani: festa di Sant’Elia profeta.
Foto e catechesi dell’incontro 2026

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 12,38-42)
In quel tempo, alcuni scribi e farisei dissero a Gesù: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno».
Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra.
Nel giorno del giudizio, quelli di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!».
Abbiamo mai pensato al Regno di Dio come a una festa di nozze? Ma non una di quelle noiose, formali, dove vai solo per dovere. Parlo di una festa bellissima, riuscita alla perfezione, dove si ride e si sta bene insieme. A volte lo dimentichiamo. Pensiamo alla fede come a un obbligo da adempiere per guadagnarci il paradiso o per entrare in un club di “eletti”. È lo stesso errore che fanno gli invitati della parabola: inventano scuse, si girano dall’altra parte e, senza accorgersene, si perdono la meraviglia di stare con Lui. Succede anche a noi, vero? Quante cose mettiamo davanti all’amore di Cristo?
Ci riempiamo le giornate di impegni, corriamo e ci facciamo distrarre da mille rumori che ci stordiscono la testa. Così, finiamo per dimenticare l’unica cosa che conta davvero. Allora, forza, non scoraggiamoci. Cerchiamo insieme, proviamo a rimettere Dio al centro della nostra quotidianità. Facciamo ordine tra le cose da fare, diamo loro il giusto peso e la giusta misura, in base alla gioia vera che ci regalano. In fondo, pensiamoci: cosa abbiamo di meglio da fare che lasciarci amare dal Signore?
Prendiamo sul serio questo invito. Non ci viene chiesto di essere perfetti, ma di non essere superficiali. Stiamo parlando di Dio, dopotutto: vale la pena dare il massimo e presentarci a questo appuntamento con cura, con il vestito più bello che abbiamo nel cuore. È vero, Dio non mette condizioni e ci accoglie sempre, ma il modo in cui decidiamo di esserci dice tutto su quanto lo desideriamo davvero.
Preghiamo.
O Dio, che ci hai fatti partecipi della vita di Cristo,
ascolta la nostra umile preghiera:
trasformaci a immagine del tuo Figlio,
perché diventiamo coeredi della sua gloria nel cielo.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata a tutti!
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